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Lunedì 30 Gennaio 2017 ore 10;41

TI REGALO UN LIBRO!

 
4.999 visite dall'apertura del Blog.
4.999 grazie ai folli che hanno speso tempo e coraggio nel leggermi.

Al temerario che mi permetterà di raggiungere, e magari superare quota 5.000, regalerò una copia cartacea di uno dei miei lavori, a scelta!

Tu, sì, proprio tu che stai leggendo, non esitare e inviami una e-mail all'indirizzo dfois9286@gmail.com per ricevere a casa un libro a tua scelta!

Cosa aspetti?

Grazie per il sostegno e viva la libertà!

 

Diego Fois

 

 

 

Sabato 21 Gennaio 2017 ore 18;40

IL CANE A SEI ZAMPE

 
Non so se vi ho mai detto di cosa mi occupo.
Be', da qualche anno, a parte scrivere boiate, la mia qualifica di “giardiniere d'assalto” mi porta ad avventurarmi nei meandri dei metanodotti per estirpare ogni tipo di vegetazione infestante in modo da tenere la “linea” visibile e ispezionabile.
In parole povere, be', una gran rottura di scatole.
Fortuna che di tanto in tanto accade qualcosa di insolito. Come l'altro giorno.
“Buon dì...” mi fa.
“Buon dì...” rispondo.
“Sono qui, sotto al melo...”
“Chi sei?” chiedo.
“Sono il cane a sei zampe di Eni luce e gas...”
“Ah... vuoi che ti tiri un tubo così me lo riporti?”
“Non posso giocare con te, non sono addomesticato...”
Allorché mi sopraggiunge un dubbio.
“Non sarai mica parente della volpe del Piccolo Principe, tu?”
“Un lontano cugino...”
“Perché hai sei zampe?” chiedo.
“Il responsabile marketing di Eni era convinto che disegnandomi con una malformazione avrei ottenuto maggiori preferenze...”
“Capisco...”
“Cosa vuol dire addomesticare?” chiedo.
“Vuol dire creare dei legami – fa lui – se, ad esempio, tu firmi qui, avrai un contratto vantaggioso per la fornitura di gas...”
Rimango perplesso.
“Tutti gli uomini si somigliano – continua lui – ma se tu firmi qui, be', sarai l'unico per me così come io sarò l'unico per te...”
“Ho già un cane...” dico.
“Ha sei zampe?”
“No, quattro...”
“Appunto...”
“E cosa ci guadagni?” gli faccio.
“Il dieci percento...”
La cosa mi puzza e non per via del metano.
“Su, avanti – prosegue – firma qui e ogni qualvolta accenderai il riscaldamento ti ricorderai di me...”
“Ora non posso – dico – devo proprio andare...”
“Ci rivedremo un giorno?” chiede.
“Probabilmente...”
“E come farò a riconoscerti se non sarai un mio cliente? Sei un ragazzino uguale a centomila ragazzini. Ma se ti colorassi i capelli di blu metano, be' allora...”
“Fanculo a te, a tua cugina la volpe e pure a quel consumista del Piccolo Principe...”
 
È proprio vero, non esistono più le fiabe di una volta...
 

 

 

 

Martedì 10 Gennaio 2017 ore 00;01

BUON COMPLEANNO UNA SEGA

E poi ti ritrovi a soffiar su trentuno candeline con la protesi dentale che non ne vuole sapere delle gengive; pronto ad assaporare una torta senza glutine con panna vegetale e tofu frullato.

Maledetto Amplifon che non mi risparmia i “tanti Auguri a te” cantati come i bimbi dello Zecchino d'Oro.

E non ti resta che aggrapparti ai sogni e a quella maledetta speranza di raggiungerli anche quando il “prima” perde terreno rispetto al “poi”.

Nel tempo però una cosa l'ho imparata: gli anni passano per tutti, tranquilli!

Fanculo Peter Pan...   

 

 

 

 

Domenica 2 Ottobre 2016 ore 9;10

AVVISO IMPORTANTE AI CUORI GIALLOROSSI!

 
Vi annuncio, con immensa soddisfazione, l'inizio della collaborazione con la rivista InsideRoma (interamente dedicata al mondo giallorosso) nella rubrica personale "Il giardiniere nel pallone". 
Di cosa scrivo? Venite a leggermi e lo scoprirete! 
Vi aspetto con il nuovissimo articolo su Roma-Inter!
 

www.insideroma.com/rubrica/il-giardiniere-nel-pallone/caccia-alle-streghe-id.1174

 

 

 

Mercoledì 7 Settembre 2016 ore 11;10

TRUCCHI DEL MESTIERE

Ed eccomi qua, ancora una volta, pronto per cominciare una nuova avventura.

Sarò stancante e ripetitivo, ma pur sempre autentico.

Lo so, ho scelto la strada più ardua, quella dell'onestà, scevra da compromessi. In un mondo in cui la realtà è oramai uno stereotipo e per questo, ahimè, accettato in silenzio.

Diamoci una svegliata e cominciamo a combattere le situazioni che non funzionano.

Tornerò sul campo di battaglia con un nuovo libro: irriverente al punto giusto.

Proporrò qualcosa di differente, come sempre.

Nel frattempo c'è chi continua coi soliti, vecchi, trucchi del mestiere.

A tal proposito, lo sapevate che:

 

  • almeno 15 recensioni durante la prima settimana dall'uscita di un nuovo libro su Amazon contribuiscono alle tanto ambite scalate in classifica?

  • Lo sapevate che molti “scrittori” acquistano recensioni o meglio, recensori, per tale scopo?

  • Lo sapevate che è consuetudine esprimere un giudizio negativo (in termini di “stelline”) accompagnato da un commento positivo (sempre in accordo con lo scrittore) in modo da “censurare” le critiche “vere”?

  • Lo sapevate che scrivere libri erotici annebbia la mente della gente a tal punto da far sembrare le sceneggiature di Rocco Siffredi (e i suoi seguaci) come opere di alta letteratura?

  • Lo sapevate che c'è gente che ha dubbi nel leggere e-book gratuiti di autori esordienti?

  • Lo sapevate che la stessa gente si lamenta se un autore esordiente pubblica invece il proprio e-book ad un prezzo di 0,99 euro?

  • Lo sapevate che tutte le riviste (specializzate e non) e le televisioni hanno consigliato letture per l'estate di gente della Mondadori, Giunti, ecc. che probabilmente non sa di cosa parla il proprio libro?

  • Lo sapevate che incontrare librerie indipendenti al giorno d'oggi equivale a vedersi riconoscere una pensione di vecchiaia?

  • Lo sapevate che così facendo, alimentiamo soltanto i soliti “furbetti” dell'inchiostro e del marketing?

  • Lo sapevate che in tutto questo sporco caos esiste chi, imperterrito, porta avanti le proprie idee con coraggio e libertà?

Sto tornando, preparatevi al peggio, ne leggerete delle belle...

 

 

 

Giovedì 25 Agosto 2016 ore 14;41

RIPARTIRE, NONOSTANTE TUTTO

Per essere liberi, ancora una volta...

 

 

 

Venerdì 19 Agosto 2016 ore 16;55

SE SALTELLI, ARRIVA BALOTELLI

D'accordo, il coro non faceva propriamente così, ma ho voluto evitare di risultare inopportuno e nefasto.

Cosa c'entra Balotelli?

Pare che l'eterna promessa del calcio italiano faccia fatica a trovare una compagine (permettetemi il termine “vecchia scuola”) per l'imminente inizio di stagione.

Possiamo amarlo od odiarlo, il calcio.

Una cosa gli va però riconosciuta: la meritocrazia.

Mentre nei restanti impieghi è un continuo via-vai tra chi versa la “bustarella” più pesante e chi eredita i cognomi più illustri, nel calcio se non mostri talento, dedizione e spirito di sacrificio, be', in qualche modo sei tagliato fuori.

Mario Balotelli ne è l'esempio fortunatamente vivente.

Ci ha provato un po' con tutte (parlo di maglie, ovviamente): Lumezzane, Inter, Manchester City, Milan, Liverpool e di nuovo Milan.

Ora è tornato in Inghilterra, ma è stato messo fuori squadra in attesa di una sistemazione.

Cacchio, trovategli un lavoro a 'sto ragazzo!

Se avessi avuto la sua notorietà, il suo fisico e i suoi danari, be', un contratto con la Mondadori e un'intervista dalla D'Urso non me le toglieva nessuno.

Però una cosa ce l'ho che a lui manca: la fame.

Sembrerà strano, ma senza di quella, specie nel calcio, non vai da nessuna parte.

Il povero (si fa per dire) Mario se ne frega, direte voi, andando in giro in Lamborghini e costruendo castelli campati in aria nelle migliori spiagge del mondo.

Cacchio, Mario.

I soldi prima o poi finiranno, così come le capacità atletiche. Cosa aspetti per dimostrare a tutti che si stavano sbagliando?

Non ti farai mica consigliare da Cassano?

Su, Mario, il presidente della Sarnese ti sta offrendo l'occasione di una vita: ricominciare a giocare dai “dilettanti”.

“Mario Balotelli potrebbe insegnare tanto ai nostri giovani calciatori in campo, loro invece potrebbero trasferirgli il senso dei sacrifici che quotidianamente affrontano per lavorare/studiare e giocare al calcio, lo sport che amano...” ha dichiarato il patron della società campana.

Certo, non so cosa possa insegnare un individuo a cui è stato chiesto, per circa 6 milioni di euro, di correre dietro ad un pallone a dei ragazzi che corrono dietro allo stesso pallone, ma gratuitamente e per pura passione.

Non sarà che così facendo rischieremo di far crescere tanti piccoli aspiranti “Balotelli” disposti a vendere i propri valori per una Lamborghini?

“Vieni a giocare a Sarno, ti aspettiamo...”

“Quant'è lo stipendio?” pare abbia chiesto lui.

Lascia stare Mario, dico io, lascia stare. E non temere, mal che vada ci son sempre i salotti della D'Urso...  

 

 

 

Giovedì 4 Agosto 2016 ore 14;39

DA GRANDE, FORSE...

 

 

 

Giovedì 21 Luglio 2016 ore 20;00

CHE PALLE!

L'altro ieri hanno suonato alla mia porta.
Era da un po' che non sentivo i Testimoni di Geova ed ero sinceramente (eufemismo) preoccupato.
“Chi è?” chiedo.
“Mario” risponde.
Mi prendo una pausa di riflessione e realizzo di non conoscere alcun Mario nella mia vita.
“Chi cerca?” gli chiedo.
“I Pokemon”.
“Sai, la gente è strana” cantava Mia Martini. Ora tutti a cercare i Pokemon: simpatici (altro eufemismo) mostriciattoli nati da uno sviluppatore Nintendo in crisi con la moglie e tornati ora alla ribalta.
“Sai, la gente è scema” canterei io se solo avessi la voce di Mia Martini.
E così ci si ritrova con degli sconosciuti dentro casa con la scusa di acchiappare i Pokemon. 
Almeno un tempo venivano a trafugare i tartufi o il ferro. Adesso i Pokemon.
Così mi è capitato di imbattermi, in fila alle Poste, con gente che ispezionava ogni angolo del locale attraverso il proprio smartphone
E così in farmacia, in banca o nei parchi pubblici.
Viva la globalizzazione. Un tempo al massimo si acchiappavano i fantasmi, ora tutti a cercare le Pokeball!
Ho visto Salvini catturare un paio di profughi asserendo che fossero Pokemon neri, una specie rara.
Quasi erano migliori i tempi in cui alla porta suonava Giovanni Rana o Equitalia.
Oppure i Testimoni di Geova.
A proposito, ieri hanno suonato alla porta. Erano loro e stavano bene.
Mi hanno lasciato un volantino, c'era scritto esattamente così: “Pentiti, Pikachu sta arrivando”.
In fondo Mia Martini lo diceva...

 

 

 

Sabato 18 Giugno 2016 ore 12;30

IL GUFO

 

 

 

Sabato 18 Giugno 2016 ore 12;26

PROMO EDITORIALI

 

 

 

Giovedì 2 Giugno 2016 ore 18;44

GIUSTIZIA E' FATTA

Lo scorso Marzo, un condannato americano (arrestato per detenzione illegale di armi) ha ricevuto l'offerta per un ricco contratto come modello presso una prestigiosa agenzia del settore.
Una volta uscito di prigione, ha voluto ringraziare tutti quelli che lo hanno sostenuto: "Voglio ringraziare la mia famiglia e tutti quanti per tutto il vostro amore, sostegno e preghiere. Sono sopraffatto e grato per quello che mi aspetta. Sono pronto".
 
Pare che in America, come in Italia, per realizzare i propri sogni si debba fare il delinquente.
Io mi sono fatto arrestare e chissà che non funzioni.
In tal caso, già vi anticipo che vi ringrazierò per il vostro amore, sostegno e preghiere. Sarò pronto e grato per quello che mi aspetterà...

 

 

 

Lunedì 23 Maggio 2016 ore 09;51

PARENTI SERPENTI

Il regolamento di Amazon impedisce, agli individui direttamente o indirettamente collegati (o collegabili) al realizzatore, di lasciare recensioni per gli oggetti acquistati.
“Per la tutela dell'obbiettività nei giudizi” dicono.
E così i capelloni son banditi dalla recensione dei prodotti per capelli. 
È più alta la probabilità che conoscano un parrucchiere che abbia rapporti abituali col rappresentante che si intrattenga saltuariamente col grossista che si senta, per gli Auguri di Natale, con la fabbrica produttrice.
Shampoo, forbici e pettini possono essere valutati, esclusivamente, dai pelati.
E allora niente coltellini per gli svizzeri, crauti per i tedeschi e Champagne per i francesi. 
Mia nonna, l'altro ieri, ha acquistato un set di barattoli per le marmellate. Amazon le ha impedito di lasciare un commento perché anni fa, prima di conoscere mio nonno (o no?), aveva avuto un flirt con un contadino esperto in potature di alberi da frutto.
Comunque anche le maggiori case editrici italiane hanno adottato tale sistema; i libri, da tempo, non son più scritti da scrittori. 
“Si creerebbero conflitti d'interesse” pare abbiano confermato.
Io però son stato fortunato. Sono odiato dalla maggior parte di parenti e affini, specie da mia zia Teresa: non sopporta che suo figlio, a differenza mia, non abbia ancora scritto un libro.
A tal proposito vi trascrivo, di seguito, la risposta al mio invito (si chiama auto-promozione) a scaricare “Ogni maledetta speranza” (gratuitamente!).
 
“Ecco appunto! Visto che amo la libertà anch'io, se voglio lo leggo senza che tu me lo dica...e ti banno!” ha risposto una cortese signora.
 
Non so voi, ma io ho avuto uno strano presentimento.
“Zia Teresa...vecchia strega...”

 

 

Venerdì 20 Maggio 2016 ore 12;00

NEWSLETTER!

Ho attivato, finalmente, il servizio di Newsletter per restare aggiornati, in tempo reale, coi nuovi contenuti pubblicati.
Trovate il modulo in alto tra le "sezioni" (o in fondo alla pagina). 
Grazie per l'attenzione e viva la libertà!

 

 

 

Venerdì 20 Maggio 2016 ore 11;55

ANCHE IO LEGGO "OGNI MALEDETTA SPERANZA"

Ultimamente ho notato la consuetudine di far fotografare il proprio libro assieme a cani e porci (possibilmente in giacca e cravatta).
Anch'io ho fatto un tentativo, riscontrando l'interesse di questa splendida volontaria!
Che il mondo, finalmente, stia cambiando?
Viva la libertà...
 
 
 

 

 

 

Martedì 17 Maggio 2016 ore 17;05

ESSERE O NON ESSERE (?)

 
Di recente hanno trovato applicazione alcune norme che dispongono l'utilizzo dei servizi igienici per uomini agli uomini e per donne alle donne.
E cosa c'è di strano? Sembrerebbe l'attestarsi di una situazione esistente da tempo.
L'incongruenza nasce quando situazioni oggettive e biologiche contrastano con le sensazioni e convinzioni più intime di un individuo.
Pare che tale decisione abbia suscitato le ire delle multinazionali dedite alla salvaguardia dei diritti inviolabili dell'uomo. O al recupero di introiti fingendo tale salvaguardia. 
Resta il fatto che tutti si sono schierati a favore di un democratico “ognuno faccia ciò che si sente di fare”.
Viva l'anarchia.
E se fosse invece il preludio alla catastrofe?
Udiremmo Renzi, vestito da Robin Hood, dire: “Rubo ai ricchi per dare ai poveri...”
Oppure Pinocchio, in un aula di tribunale, giurare solennemente di dire la verità e nient'altro che la verita.
Vedremmo il Papa, con indosso la t-shirt dei Rolling Stones, ammettere di nutrire forti dubbi sull'esistenza di Dio.
Potremmo assistere all'esibizione da parte del Brucaliffo della tessera d'iscrizione ai Radicali Italiani o alla pubblicazione da parte della Mondadori di un libro scritto da un esordiente onesto e libero.
La compianta Moira Orfei avrebbe volentieri cantato “Niente trucco stasera” con Renato Zero.
No, no, forse troppa libertà farebbe male.
E poi alcune categorie sono nate per restare fedeli alle proprie mansioni nel tempo.
I bugiardi devono mentire e i politici rubare, ad esempio.
Comunque i soliti furbetti hanno approfittato della situazione per fingersi chi in realtà non erano e compiere atti ingiuriosi. E così si son ripetuti i casi di uomini che, con l'inganno, si son finti aspiranti-donne al fine di molestare (nei bagni, appunto) le malcapitate incontinenti.
Accade sempre così.
Non c'è via di scampo. Il problema non è “cosa ci sentiamo di fare”, ma “chi ci crediamo di essere”.
Per certi furbetti ci vorrebbe il carrozzone di Renato Zero e via tutti nel paese...il paese...be', quel paese tanto pubblicizzato da Alberto Sordi.
Avete capito, no?

 

 

 

Venerdì 13 Maggio 2016 ore 19;40

LO SAPEVI CHE... (parte seconda)

Lo sapevi che i miei quattro pseudo libri sono scaricabili gratuitamente?
Forse lo sapevi visto che sono settimane che sto rompendo le scatole con questa storia.
 
Lo sapevi che se non faccio l'auto-promozione (è il passo successivo all'auto-pubblicazione) dei miei lavori, nessuno la farà per me?
 
Lo sapevi che nonostante mi impegni per promuoverli, nessuno saprà mai della loro esistenza?
 
Lo sapevi che il mio profilo Twitter è stracolmo di messaggi inviati a personaggi (o pseudo tali) per richiedere la possibilità di essere valutato come autore?
 
Lo sapevi che dopo questa affermazione, molti se ne andranno sul mio profilo Twitter a controllare? Alla gente piace farsi gli affari altrui, ma forse questo lo sapevi.
Altrimenti non esisterebbe “Uomini e Donne”.
 
A proposito, lo sapevi che ho tentato di lasciare (anni or sono!) qualche copia del mio primo libro alla signora De Filippi in occasione di una puntata? E lo sapevi che nessuno mi ha calcolato? Cercavano “tronisti” mica “rintronisti” come me!
 
Lo sapevi che ho una e-mail da parte della più importante casa Editrice italiana in cui mi si dice: “Complimenti per lo stile, diventi famoso e torni pure a proporci qualcosa!”
Cercavano scrittori, mica autori-giardinieri!
 
Lo sapevi che fino a quando acquisterai, imperterrito, libri commerciali, in Italia non ci sarà spazio per nuovi autori?
 
Lo sapevi che così facendo sarai un loro complice?
 
Lo sapevi che sono un ragazzo libero?
 
Lo sapevi che non ho smesso un attimo di lottare e non ho la benché minima intenzione di mollare di un centimetro?
 
Non te ne frega niente? Già, lo sapevo...
 

 

 

 

Giovedì 12 Maggio 2016 ore 21;05

BANG, BANG

 
“Bang-bang, io sparo a te. Bang-bang, tu spari a me. Bang-bang e vincerà. Bang-bang, chi al cuore colpirà...” cantava Dalida.
Deve averla ascoltata anche il killer di Utoya.
Chi è?
È l'uomo (eufemismo) condannato a 21 anni per l'uccisione di 77 persone nel 2011.
Aveva accusato le autorità norvegesi di “trattamenti inumani” avvenuti nel carcere dov'è detenuto.
Ma la cosa inquietante non riguarda tale richiesta bensì l'accoglimento della stessa da parte dei giudici.
Gli stessi che gli hanno riconosciuto il “trattamento disumano” dovuto all'isolamento totale da circa 5 anni.
Nonostante, sia chiaro, disponga di una cella-monolocale di 31 metri quadrati con annessi televisore, consolle per i giochi, lettore DVD, macchina da scrivere, giornali e libri. Tutti di Stephen King per non urtare la sua sensibilità. 
Morale della favola-nera: il condannato sarà risarcito per un importo di circa 35.000 euro da spendere come vuole; beni di consumo, armi, ecc.
In Italia qualcuno si è lamentato di essere da anni in lista d'attesa per l'assegnazione di un alloggio popolare.
“Andrebbe bene anche una stanza di 31 metri quadrati, pure senza televisore, consolle per i giochi, lettore DVD, macchina da scrivere, giornali e libri” hanno dichiarato.
Renzi pare stia pensando ad una patente a punti sui reati. Più ne fai e più benefit ottieni.
A Montecitorio e palazzo Chigi la usano da anni e pare che funzioni...

 

 

 

 

Venerdì 6 Maggio 2016 ore 15;12

SARA' L'AURORA (?)

“Mi piacerebbe che Aurora scrivesse dei libri. È brava!”
È stata questa la dichiarazione di Eros Ramazzotti nei riguardi di sua figlia.
Basta poco per divenir scrittori.
“Mi piacerebbe che scrivesse dei libri perché è molto intelligente” ha proseguito il cantante.
Come se l'intelligenza fosse un requisito necessario per tale carriera.
Si sa che gli scrittori son tutti stupidi. 
Gli editor no.
Infatti sono quest'ultimi a scrivere libri. Lo scrittore presta al massimo il suo faccione coi denti sbiancati per la foto della biografia e si sforza a presenziare alle presentazioni.
Ma sempre accompagnato da un mediatore che lo tenga per mano durante l'intero evento. Non sia mai che possa perdersi nei meandri di una domanda scomoda.
Anche se ultimamente le domande scomode sono come le mezze stagioni: non esistono più.
Il pubblico delle presentazioni letterarie non è quello di una volta; ora si porta i fili da casa. Da buona marionetta.
“Applaudire-comprare libro-chiedere autografo” è il motto.
Specie se lo scrittore di turno è stato ospite della De Filippi o della Parodi. Uno di quelli col DNA famoso, insomma.
Tornando a noi, l'alba è il momento esatto in cui il sole fa capolino. Mentre l'Aurora è la figlia di Ramazzotti, si diceva.
Sulla partecipazione dell'erede ad “X-Factor” il papà ha commentato: “Sono contento che abbia fatto questa esperienza, ha provato di tutto, critiche comprese!”
Consiglio al cantante di far provare a sua figlia anche pala, vanga e piccone prima di asserire ciò.
“Non voglio invece che canti, confrontarsi con la fama e l'esperienza di suo padre sarebbe come attraversare un campo minato. Faticoso, troppo difficile.”
Ora, sorvolo sull'effettiva conoscenza di un campo minato da parte di Ramazzotti e mi concentro sulle ultime due considerazioni.
La prima: ha ragione lui, così come non serve l'intelligenza per scrivere libri, la storia recente ci ha insegnato che non serve la voce per poter cantare.
La seconda: grazie papà (stavolta il mio) per aver preferito che propendessi per la fame da giardiniere a dispetto della fama da scrittore.
Meglio vanga, pala e piccone. Evviva la terra...promessa e un mondo diverso!

 

 

 

 

Martedì 3 Maggio 2016 ore 19;26

PESSIMISTA E' CHI IL PESSIMISTA FA

 

PESSIMISTA: colui che ha o manifesta un atteggiamento di accentuata sfiducia nei confronti degli aspetti attuali o dei possibili svolgimenti di una situazione.
 
O colui che ha scritto “Ogni maledetta speranza”.
 
Chiamatemi  “polemico”, “rompiballe”, “antipatico”, ma perché pessimista?
Già, non faccio i salti di gioia per la situazione che stiamo vivendo, ma mi dicono che anche i canguri australiani abbiano smesso di farli, a parte qualche imperterrito radical chic.
Analizzo la questione a modo mio e se la questione è di per sé negativa, be', mica faccio i miracoli, io.
E comunque sono più incazzato che pessimista. 
Vorrei suscitare rabbia (quella buona), motivazioni, sussulti per far sì che si cominci davvero a cambiare le cose che non funzionano.
Vorrei, appunto.
Magari non ci riesco, d'accordo. Però ci ho provato.
Nel mio piccolo sto portando avanti una grossa battaglia. Che non sarebbe stato facile vincerla già lo sapevo. 
E di certo non mi spaventa il rischio che si corre quando ci si mette in gioco.
Ve lo dico per l'ennesima volta, non leggete il mio libro perché i soldi per pagarvi lo psicanalista non li ho.
E comunque preferisco essere un martellante “mal di testa” piuttosto che una scialba Tachipirina. 
Il paracetamolo lasciamolo ai canguri radical chic.

 

 

Venerdì 29 Aprile 2016 ore 18;02

GIOCHIAMO AL DOTTORE?

Avete mai giocato all'allegro chirurgo?

Il gioco prevedeva l'estrazione di parti del corpo, di un paziente plastificato, mediante l'uso di apposite pinzette chirurgiche.

L'incauto chirurgo che lo faceva con imprudenza, toccando le cavità del paziente, riceveva l'avvisaglia di un naso rosso e lampeggiante.

Più delicate erano le estrazioni e più punti si guadagnavano.

L'allegro chirurgo ha rappresentato lo spartiacque per generazioni di ambiziosi camici bianchi; chi ha rispettato il paziente dal naso lampeggiante si ritrova ora a sistemare il paracetamolo tra gli scaffali di una farmacia di provincia. Chi invece godeva nell'udire il fastidioso ronzio di quel naso presiede la direzione sanitaria dei maggiori ospedali italiani.

La conferma arriva direttamente da Vicenza.

Lì, medici ed infermieri facevano a gara per chi eseguiva prelievi con l'ago più grosso. Più il paziente soffriva e più punti si guadagnavano.

Allegro chirurgo docet.

Certo, niente a che vedere con l'ultimo capolavoro della sanità: selfie col morto.

Ne parlavo poco tempo fa con mio nonno. Lui non si capacitava del perché nessuna inserviente gli offrisse più la “farfallina”. 

Ora, tralasciando le intenzioni di mio nonno col lepidottero croce-rossino, mi sono reso conto che ha ragione lui. L'ultima ad offrircela è stata Madama Butterfly, in arte Belen Rodriguez, tra mille rimproveri.

Maledetti inquisitori!

Comunque, tra i corridoi dei reparti, si mormora che le vittime di tale sopruso sanitario stiano elaborando la vendetta.

I pazienti, dopo aver fondato il comitato “più farfalline e meno ematomi”, pare stiano pensando di ingaggiare Rocco Siffredi come testimonial del loro nuovo contro-gioco.

Ancora vige il massimo riserbo sulle regole; da dove entrerà il buon Rocco per stabilire l'entità del punteggio non ci è dato sapere...

 

 

 

 

 

Mercoledì 13 Aprile 2016 ore 21;03

DIAMOCI UN TAGLIO

Dicono sia tempo di tagli. A dirlo non è Edward mani di forbici bensì i nostri amati politicanti.

Hanno iniziato con le pensioni.

Zac!

Poi son passati alla sanità pubblica. Al Cardarelli non hanno più posti letto per gli ammalati.

“Che problema c'è? Basta non ammalarsi!” hanno rassicurato da Montecitorio.

I parrucchieri hanno tuonato: “Basta tagli, almeno il lunedì lasciatecelo libero!”

“Presidente, ma i tagli agli stipendi dei politici?”

“Calma – ha risposto lui – una cosa alla volta, mica possiamo fare miracoli...”

“Ce n'eravamo accorti” hanno bisbigliato in Paradiso.

Nella pubblica istruzione i tagli ci son già stati: restano solo i banchi.

“A breve taglieremo anche quelli, in piedi si studia meglio” dicono ancora da Montecitorio.

E allora zac!

In Arabia Saudita un arbitro di calcio ha tagliato i capelli ad uno dei due portieri prima del fischio di inizio dell'incontro. Renzi sta già pensando di nominarlo ministro.

La Mondadori taglia le gambe ai sogni degli autori emergenti e continua ad insistere sui soliti, noiosi, nomi di propaganda.

In tutto questo caos c'è chi auspica un ritorno della monarchia. Magari una regina, di cuori.

Piero Pelù docet.

E simile a quella di “Alice nel paese delle meraviglie” da donare a Montecitorio.

“Tagliategli la testa!” direbbe.

E lì, con tutte quelle teste di legno, ci sarebbe da tagliare, eccome...  

 

 

ANNUNCIO IMPORTANTE

I MIEI LIBRI, GRATUITI!

Tutti a preoccuparsi del fatto che in Italia esistano più scrittori di quanti papabili lettori.

Nessuno che si è mai preoccupato del fatto che ci siano, ad esempio, più giardinieri che giardini.

Il mondo della scrittura e della letteratura in genere è stato convogliato in un élite di prescelti.

Da chi, non si sa.

La verità è che tutta questa gente ha il terrore di andare a lavorare. Di sporcarsi le mani.

E allora vade retro talento che poi mi tocca sudare per mangiare, dicono.

Io, nato libero e con le mani sporche (di dignità, sia chiaro), non ho paura di lavorare perché già lo faccio.

E ho deciso, da aspirante-uomo libero, di donare i miei libri a chiunque avrà il coraggio di viverli.

Ora non avete più scuse,

Viva la libertà, sempre.

www.amazon.it/Ogni-maledetta-speranza-Diego-Fois-ebook/dp/B01B3UJG5K/ref=sr_1_2?ie=UTF8&qid=1460491620&sr=8-2&keywords=DIEGO+FOIS

 

 

 

Venerdì 8 Aprile 2016 ore 16;03

TE LO ASSICURO

Lo so, almeno una volta all'anno capita anche a voi di incontrarlo.

Negli angoli più bui dei vicoli malfamati. In giacca, cravatta e auto sportiva.

Denti bianchi e lucidi grazie ai trattamenti di sbiancamento che contribuirete, senza saperlo, a pagargli.

Sorriso ammaliante, sguardo imperturbabile.

Nella Bibbia è chiamato Satana.

Per noi è l'assicuratore.

Avrete certamente notato quanto sia abile nell'inculcare stati d'ansia e preoccupazione almeno fino alla fatidica frase: “E ora una bella firmetta qui...e...”

E siete fregati!

Statene certi, la storia lo insegna. Il primo ad essere truffato fu Gesù. Lo convinsero a firmare una polizza sulla vita che non prevedeva la morte per crocifissione.

E da duemila anni siamo noi a pagarne le conseguenze.

Vi basterà mettere nero su bianco la vostra identità e il sole tornerà a splendere, gli uccellini a cinguettare e le caprette a farvi “ciao!”

Così dice l'assicuratore. Almeno, dico io, fino al primo incidente.

Si racconta di gente accartocciata sui pianerottoli e mai risarcita perché i gradini delle scale erano dispari anziché pari. O di case bruciate e proprietari a "bocca asciutta" perché il televisore da cui è scaturito l'incendio era sintonizzato sulla Parodi anziché sulla D'Urso.

Lo stato di diritto in cui viviamo ci obbliga a ricevere fregature abnormi. L'importante è saperle riconoscere, prima di sottoscriverle.

Lo Bibbia consiglia di munirsi di crocifisso e acqua santa con la variante tofu-soia per i vegani. Se noterete lamenti e smorfie associati a cambio di voce e lingua, allora è certamente lui: Satana?

No, l'assicuratore.

Quindi sedetevi e firmate, comodi, la vostra condanna.

“Ama il prossimo tuo automobilista come te stesso” diceva Gesù.

Forse lui aveva già capito l'andazzo...   

 

 

 

Lunedì 4 Aprile 2016 ore 19;34

CONTRO 

Contro ogni tipo di potere forte.

Contro chi assicura un futuro migliore tenendo in mano una valigetta. Contro chi assicura un futuro migliore passando da franco a franchigia.

Contro gli urlatori.

Contro i benpensanti e contro chi gli permette di pensare bene.

Contro chi non è né carne né pesce. Contro i vegani, appunto.

Contro chi fuma perché tanto di cancro ci si può morire lo stesso.

Contro chi legge i libri commerciali e contro chi non legge i libri. Contro chi si siede sui sedili delle auto blu e piange per il caro-benzina.

Contro chi indossa la cravatta e guarda con disprezzo chi si sporca le mani di dignità.

Contro chi non indossa la cravatta, ma è cravattaro lo stesso.

Contro chi si candida per cambiare il mondo e contro chi non ha l'ambizione di farlo davvero.

Contro i camici bianchi e contro le camicie di forza. Contro i salotti televisivi e i divani da pornodiva.

Contro le tuniche e i crocifissi dorati.

Contro le idee che si affiliano agli ideali.

Contro tutto e tutti.

A favore di chi è contro quanto scritto; per aver avuto il coraggio di prendere una posizione...

 

 

 

Mercoledì 9 Marzo 2016 ore 21;39

LO SAPEVI CHE...

- Lo sapevi che esistono case editrici (o meglio, presunte tali) che credono nel talento, ma solo se accompagnato da denaro?

- Lo sapevi che le stesse case editrici (presunte tali, meglio) pubblicano soltanto lavori dell'aspirante scrittore capace di garantirgli l'acquisto di     un numero minimo di copie per coprire le spese di stampa?

- Lo sapevi che uno scrittore che si pubblica da solo, nel caso di presentazioni od eventi, è costretto a ri-acquistare copie del suo stesso libro per renderlo fruibile?

- Lo sapevi che, se va bene, ogni copia venduta frutta all'aspirante scrittore circa un euro?

- Lo sapevi che l'aspirante scrittore non diverrà mai scrittore almeno fino a quando il “sistema delle raccomandazioni” sarà in vigore?

- Lo sapevi che l'unico collegamento tra l'aspirante scrittore e la grossa casa editrice è dato dall'agente letterario?

- Lo sapevi che l'agente letterario è colui che (spesso a pagamento, ma a volte anche gratis in due minuti) decide se i sogni dell'aspirante scrittore sono una cosa buona e giusta?

- Lo sapevi che se un aspirante scrittore contatta una grossa casa editrice, nella migliore delle ipotesi (quando risponde), si sentirà dire di ripassare una volta divenuto famoso?

- Lo sapevi che per ogni libro col noto marchio acquistato, un aspirante scrittore muore nel mondo?

- Lo sapevi che anche tu, se solo volessi, potresti interrompere questa lunga catena di porcate?

Lo sapevi? Se non lo sapevi, be', ora lo sai...   

 

 

 

Martedì 8 Marzo 2016 ore 12;47

LA SEDIA DELLA FERTILITA'

“Voglio avere un bambino!”

Non esiste frase più bella, specie se detta da una donna.

Diverso è se la donna in questione ha 74 anni e di professione fa la nonna: la mia.

“Guarda che non è più come un tempo, ora basta sedersi sulla sedia della fertilità e attendere...”

“Nonnina, ma che dici?”

“Gravidanza assicurata! L'ha detto la D'Urso a Pomeriggio Cinque...”

Niente più cavoli e cicogne.

Di questo passo l'uomo sarà rottamato.

“Povero nonno...”

“Lascia stare tuo nonno che sono anni che fa il soprammobile...”

Devo ammetterlo, i tempi son cambiati.

Prima serviva l'amore, ora basta una sedia. Specie dopo le recenti decisioni prese a Montecitorio. E lì, di sedute se ne intendono.

Vendola, approvata la legge e saputo della sedia, è sempre stanco.

Dal Vaticano è partita la circolare in cui si vieta alle suore di sedersi che non si sa mai.

“Basta scandali!” hanno detto.

I preti ora non hanno più scuse.

Ed io, risucchiato nel vortice di un mondo alla rovescia, evito di sedermi e passo il tempo a scrutare il cielo in attesa di una cicogna che mi porti via.

Tra tutti i pensieri che ho, ci mancherebbe soltanto quello di una gravidanza!

Mica sono come loro, io.

Loro, coraggiose, forti e ambiziose. Restie a mollare e capaci, sempre, di sognare in grande.

Grazie a tutte le donne per il solo fatto di essere tali.

 

P.S. Comunque a mia nonna evito da qualche tempo di far vedere Pomeriggio Cinque che non si sa mai...

 

 

 

Giovedì 3 Marzo 2016 ore 17;46

VOGLIA DI LAVORAR...

“Andiam, andiamo a lavorar!” canticchiavano i sette nani.

Be', credo di aver capito il reale motivo che spinge i nostri governanti a lasciare le cose così come stanno.

Immaginate se i giudici iniziassero a giudicare senza indicazioni.

Immaginate se i politici iniziassero davvero a governare.

Immaginate se le banche smettessero di fare concorrenza agli strozzini.

Immaginate gare di appalto regolari, leggi giuste e medici capaci.

Immaginate un'informazione libera e navate spoglie di ornamenti dorati.

Cosa accadrebbe, poi?

Se tutto funzionasse come dovrebbe, non esisterebbero più falsi invalidi, appalti truccati o truffe bancarie.

Non esisterebbero giudici che condannano chi ruba per fame e proteggono chi lo fa per tradizione.

E cosa farebbero tutti questi ladri, delinquenti e truffatori? Come farebbero a vivere?

Esiste un unico modo: lavorare.

Ed è questa la loro più grande paura.

E non mi pare di chiedere chissà cosa.

Niente “bestiole ben vestite in guanti con scarpette” o “uccellini sempre allegri, affabili e carini a cantare l'aria di Puccini” come nel mondo ideale di Alice.

Alice aveva probabilmente dei problemi, ma chi non li ha?

Il problema è quando i problemi, soliti della vita, aumentano incautamente per mantenere i sollazzi dei potenti.

Perché allora restare complici a guardare?

Forse è l'ora di svegliarsi. Pure Alice l'ha fatto, alla fine.

“You may say I’m a dreamer” cantava John Lennon. 

"But I’m not the only one."

No, non sono il solo.

Ho almeno altri sette amici che la pensano come me.

“Peccato – dicono loro – ci sarebbe così tanto da fare in miniera...”

 

 

 

 

Domenica 21 Febbraio 2016 ore 11;44

IL CONTE TACCHIA

Siamo italiani, si sa.

Ci fregiamo di titoli e cariche che non ci spettano. Ci svegliamo navigatori, poeti o presidenti del Consiglio.

Se volessi, domani potrei svegliarmi premio Nobel.

Boom! Dinamite pura.

Il bello è che nessuno te le toglie, queste cariche immaginarie.

Anzi, tutti cominciano ad applaudirti, beoti, e a farti credere d'esser davvero ciò che invece non sarai mai.

Ma siamo italiani, si sa.

A fantasia non ci frega nessuno, nemmeno la Disney. Hanno fatto i miliardi sulla testolina di un topo.

Noi, che spesso siamo più fanatici degli americani, di topi ne abbiamo catturati 945 e li abbiamo messi a governare il Paese. E abbiamo scelto, per loro, il più illustre rappresentante: Topo Gigio? No, Matteo Renzi.

Siamo italiani, si sa.

Processiamo e siamo processati. A volte.

Pensate che esiste un conte, di nome Antonio, che ha chiesto il rito abbreviato per il processo che lo vede coinvolto.

“Sbrigatevi, ho cose importanti a cui pensare” pare abbia detto.

Ora il problema è trovare il giusto predicatore che si accontenti del part-time.

“Serve un giusto processo!” ha tuonato Biscardi.

Siamo italiani, si sa.

Dobbiamo andare agli Europei, mica chiacchiere.

“Che sarà mai un rinvio a giudizio – ha dichiarato Buffon – ne faccio almeno dieci a partita...”

Fortuna che siamo anche dei buoni falegnami e da buoni falegnami abbiamo sempre nascosto i vizi e i difetti del “mobile Italia”.

Nel 1982 Enrico Montesano interpretava un apprendista falegname col sogno di diventare un nobile. Era il figlio del conte tacchia, noto per sistemare cunei (tacchie) di legno sotto i mobili traballanti.

Chissà se basterebbe ad occultare lo scricchiolio della Penisola.

Ma noi i bravi artigiani li abbiamo tutti esodati. Magari adesso Mastro ciliegia ci avrebbe fatto comodo, ma noi gli abbiamo preferito le cazzate di Pinocchio.

Di cosa ci lamentiamo, siamo italiani, si sa...   

 

 

Domenica 7 Febbraio 2016 ore 11;29

MI SCAPPA LA PIPI'...

Che bel paese, il nostro.
Un insegnante della provincia di Bergamo è stato licenziato perché, undici anni fa, fece la pipì dietro un cespuglio.
La pipì.
Undici anni fa.
Dietro un cespuglio.
Che paese serio, il nostro.
“Atti contrari alla pubblica decenza” gli avevano contestato i carabinieri, quella notte.
Quella notte, l'urinatore seriale si era “liberato” di rientro da una sagra.
Chi frequenta le sagre sa quanto è dura usufruire di un bagno.
Quando si dice “la persona sbagliata al momento sbagliato”. Se i militari avessero ritardato la ronda di qualche minuto, come fanno solitamente, non sarebbe accaduto nulla di tutto ciò.
Comunque l'insegnante, adesso, si ritrova senza più una cattedra per un reato mai commesso. 
Sì, perché tale fatto (l'incauto tizio lo avrebbe dovuto dichiarare al momento della domanda di abilitazione all'insegnamento) non avrebbe comunque comportato l'impossibilità di operare nel pubblico impiego.
La corte dei conti però insiste: “Va licenziato!”
Che paese da interpretare, il nostro.
Perdiamo più tempo a contare le virgole e gli accenti che nemmeno Dio lo sa.
A proposito, c'è chi giura di aver visto Jorge Mario Bergoglio, settanta anni fa, mano nella mano con la sua fidanzatina di allora.
Licenziamo anche il Papa, adesso?
“È un docente di filosofia, fosse stato un urologo avremmo capito” hanno dichiarato i fautori della legge.
Che paese di chiacchiere e distintivi, il nostro.
E poi sono decenni che i nostri politicanti la fanno fuori dal vaso e nessuno dice niente, al massimo si torna a votarli.
Chiudo chiedendo due cose: la restituzione dei duecento euro al povero professore con problemi di incontinenza e il nome della pianta che ha dovuto sorbirsi (eufemismo) l'urina dell'insegnante.
Nessuno si è preoccupato minimamente di questo.
Che strano paese, il nostro...

 

 

Mercoledì 27 Gennaio 2016 ore 20;33

DIGNITA', QUESTA SCONOSCIUTA

“Chi si accontenta gode, così e così” diceva Ligabue.
Non deve averla pensata allo stesso modo il piccolo Murtaza Ahmadi, cinque anni, afghano.
Lui, tifosissimo di Messi, ha realizzato la maglia del campione argentino utilizzando una busta in plastica.
Ma non provate a chiedergli se si sia accontentato nel farlo.
Probabilmente non vi rivolgerebbe più la parola.
Lui è felice così. E vorrei vedere, ci ha messo la stessa fantasia e abilità che il suo beniamino dimostra in campo.
“Non avevo i soldi per comprargliene una, così mio figlio ha fatto da sé” ha dichiarato il padre.
Nello stesso istante, qualche chilometro più ad ovest, direzione Parigi, Zlatan Ibrahimovic ha chiesto un aumento di stipendio stratosferico, accontentandosi poi di 700.000 euro al mese, in più.
“Non ti curar di lui, ma guarda e passa” direbbe Virgilio al piccolo Ahmadi.
“La dignità non ha prezzo” aggiungo io.
Ligubue dovrebbe correggere il tiro: “Chi si accontenta gode, eccome!” 
Consiglio questa modifica al testo della canzone, quantomeno per la versione francese.
Sai com'è, questione di dignità...
 

 

 

 

Martedì 26 Gennaio 2016 ore 11;13

PSICO-ANALISI

A volte ce le cerchiamo proprio.
Come se non bastassero i prelievi di sangue fatti forzatamente da equitalia, prescritti dal dottor Renzi, di tanto in tanto ci presentiamo volontariamente a farne altri.
Il meccanismo è lo stesso ideato dal conte Dracula nel millenovecento.
Chissà se Freud ha mai fatto code interminabili per farsi espropriare piastrine e globuli rossi. 
Chissà se ha mai atteso ore per un'analisi.
Io, sì. Io non sono Freud, ma so cosa significa giungere puntuali all'appuntamento e ritrovarsi dinanzi a centocinquanta pazienti in attesa di esproprio.
Manco fossimo al catasto.
Fortuna che gli inservienti sanitari offrono passatempo per scongiurare la noia.
E così ci si ritrova a compilare, obbligatoriamente, il modulo per la privacy. 
Pare che l'abbia ideato Freud.
Vi si chiede di decidere se autorizzare o meno al trattamento dei dati personali, ricordandovi che in caso di diniego, le prestazioni non saranno eseguite.
Bene!
Ci fanno scegliere senza scelta. Solo Freud avrebbe potuto ideare una simile diavoleria.
Ma si sa, l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, sporco. E sugli appalti truccati.
Di cosa ci lamentiamo?
E poi ci sono sempre i manifesti pubblicitari appesi alle pareti. Uno vi ricorderà che almeno un uomo su quattro soffre di eiaculazione precoce.
Ho visto uomini arrossire e guardarsi intorno in cerca degli altri tre sfortunati.
Ho visto donne in pensione guardarsi intorno in cerca degli stessi uomini per rimproverargli anni ed anni di insoddisfazioni.
Chissà se anche questo l'ha ideato Freud.
Chissà se anche lui la pensa come me sul conte Dracula e sui suoi cugini in parlamento. 
Di certo equitalia non è stata una sua invenzione. 
Se l'avesse conosciuta, non avrebbe esitato un attimo ad andare in psico-analisi per tentare di comprenderla...

 

 

Martedì 19 Gennaio 2016 ore 8;40

SPIELBERG LO SAPEVA

Era il 1974 quando venne ufficialmente lanciato il programma di ricerca di forme di vita intelligenti extraterrestri.
Il cosiddetto SETI.
Per decenni gli scienziati di tutto il mondo hanno inviato segnali nell'universo. 
E per decenni hanno atteso una risposta.
Tra la contrarietà dei canonici, da sempre convinti che Dio non possieda una connessione a banda larga, e l'entusiasmo dei miscredenti, in costante attesa di un incontro ravvicinato del terzo tipo che possa dare una svolta alla loro esistenza.
La notizia è di quelle clamorose: forse quel messaggio è giunto a noi, da tempo.
E da tempo è custodito in un luogo segreto e invalicabile.
Il vaticano?
No, la villa di Berlusconi, ad Arcore.
Quello che accade lì, solo Dio lo sa. E Ruby.
Si tratta della risposta spedita da un'entità extraterrestre ai nostri continui inviti al dialogo.
Ve ne fornisco, in anteprima assoluta, uno stralcio: “Per anni ci avete inoltrato segnali - stop -  
Per anni vi abbiamo osservato in attesa di decidere se accettare o meno l'invito - stop - 
Vi abbiamo visto volare - stop -
Vi abbiamo visto creare per distruggere - stop -
Vi abbiamo visto vantare la morte in nome della libertà - stop - 
Vi abbiamo visto eleggere ladri e tornare a votarli dopo esservi fatti derubare - stop - 
Vi vediamo partecipare alle conferenze sulla salvaguardia del vostro pianeta nello stesso modo in cui presenziate i salotti di Barbara d'Urso - stop -
Nel 1982 vi abbiamo inviato un nostro rappresentante, ma l'unica cosa che avete saputo fare è stata quella di scritturarlo per un film con l'insulsa battuta, telefono-casa, con cui avete riso per anni - stop -
Abbiamo intuito che siete alla ricerca di forme di vita intelligenti fuori dal pianeta poiché all'interno faticate a trovarne - stop -
Sappiate che esistono - stop - 
E per questo non vi contattano - stop -
Buona fortuna, ne avrete bisogno - stop-
Ah, anche la fortuna è stata una vostra stupida invenzione da quando siete rimasti orfani del coraggio” - stop - 

 

 

Mercoledì 13 Gennaio 2016 ore 17;00

PETER PAN ERA UN NANO

Ne “Il segreto della luna” si dice che siano due le cose che restano nella vita: la speranza e i ricordi.
Mentre per ottenere i diritti d'autore della prima si deve chiedere di Pandora, nel caso dei ricordi è il tempo ad avere l'esclusiva.
Più invecchiamo e più ne abbiamo.
“L'età è relativa” diceva Peter Pan dopo un aperitivo con Einstein. 
Forse è vero, forse il tempo è relativo.
“Non conta l'età anagrafica, conta come ci si sente dentro” asseriva ancora l'eterno bambino volante.
Sì, dev'essere così. L'età è solo un numero, un cifra che serve all'Inps per decretare il pensionamento. 
Renzi permettendo, ma questa è un'altra storia.
Ma chi voglio prendere in giro, il signor Galilei l'aveva capito da tempo: “Eppur si muove!”
Eppur si muove, signori, il tempo, inesorabile, scorre senza che nessuno possa far niente.
Nemmeno Peter Pan?
Vi svelo un segreto: Peter Pan era un nano. Per questo non cresceva, per tale motivo somigliava ad un bambino.
Niente polvere di fata o boiate varie. Soltanto il tremendo responso di una condizione clinica caratterizzata da un marcato difetto nell'accrescimento del corpo.
Lui, in realtà, invecchiava eccome! E con questa storia pare abbia fatto un sacco di soldi.
L'ultima volta l'hanno visto all'ingresso di una clinica di chirurgia plastica mentre accompagnava Trilli per un trattamento alle vene varicose. Gli anni passano per tutti.
E meno male.
Dalle parti di Equitalia già si sfregano le mani: anni ed anni di tasse non pagate con la scusa di essere un bambino.
Pare abbiano inviato quintali di cartelle esattoriali verso l'isola che non c'è. 
A loro piace far piangere o ridere la gente, non conoscono le mezze misure.
Peter Pan, dal basso del suo metro scarso, non ha nulla da temere...
 
10 Gennaio 2016, grazie a tutti per gli Auguri! 

 

 

 

Mercoledì 6 Gennaio 2016 ore 17;44

OROSCOPO 2016 DI DIEGO FOX

ARIETE

Il pianeta dominante è Marte, ma occhio a non fare la guerra a tutti.

L'elemento è il fuoco, attenzione a non uscire di casa nei mesi di Luglio e Agosto e comunque avvertite i pompieri prima di una scampagnata.

Il colore da portare è il rosso in tutte le sue sfumature, anche se la moda predilige quelle di grigio.

Il personaggio famoso nel segno dell'Ariete è l'ex Papa Ratzinger, attenti agli scandali, scegliete bene i vostri collaboratori prima di truffare la povera gente.

Conquistare un Ariete? Magari da dietro, ma attenti alle corna.

 

TORO

Il pianeta dominante è Venere, attenzione a non posare nudi sopra una conchiglia, il risultato potrebbe essere differente da quello avuto da Botticelli.

L'elemento è la Terra: c'è da faticare, lo so.

Il colore da portare è il verde, occhio alle spese estive. Se vedete del “rosso” in giro non eccitatevi, è solo l'Ariete.

Il personaggio famoso nel segno del Toro è Audrey Hepburn: se avete voglia di far colazione, lasciate perdere Tiffany e passate dalla pasticceria Muzzi di Foligno, risparmiate e state meglio.

Conquistare un Toro? Prenderlo per le corna sarebbe troppo facile, ma fate voi.

 

GEMELLI

Il pianeta dominante è Mercurio, quindi attenzione alle alte temperature.

L'elemento è l'aria: saranno giorni difficili, attenti agli orari delle ZTL.

Il colore da portare è il giallo, magari scegliete due diverse tonalità per distinguervi.

Il personaggio famoso nel segno dei Gemelli è Emma Marrone. Anche se la vita vi sembrerà dura, state tranquilli, no, non è l'inferno.

Conquistare un Gemelli? Non lo so, ma non fatevi fregare: tra i due, uno è malefico.

 

CANCRO

Siete nel segno della Luna, tranquilli, Fiordaliso ha smesso di volervi da un po'.

L'elemento è l'acqua: se proprio vorrete esagerare, provate con quella frizzante.

Il colore da portare è il bianco, ma attenti alle macchie.

Il personaggio famoso nel segno del Cancro è Mike Tyson: se passate dalle parti di Bari, un piatto di orecchiette è quantomeno doveroso.

Conquistare un Cancro? Iniziate a fumare.

 

LEONE

Siete nel segno del Sole, attenti alle scottature.

L'elemento è il fuoco: se non li chiama l'Ariete, i pompieri chiamateli voi.

Il colore da portare è il giallo oro, non si svaluta mai.

Il personaggio famoso nel segno del Cancro è Antonio Conte: se vi sentite fortunati, non esitate a scommettere. Male che vada, vi tolgono la sedia e vi danno la panchina della Nazionale.

Conquistare un Leone? Portategli una corona, pare ami sentirsi un re.

 

VERGINE

Il pianeta dominante è Mercurio (vedi Gemelli).

L'elemento è la terra: fatevi aiutare dal Toro, nelle buche.

Il colore da portare è il grigio, se sarete furbi, un bel contratto con la Mondadori non ve lo toglierà nessuno.

Il personaggio famoso nel segno della Vergine è Belen Rodriguez: è proprio vero, il mondo va alla rovescia.

Conquistare una Vergine? Portatele dei fiori, vestiti di tutto punto. Invitatela a cena e fatela bere. Vi dirà che di vergine ha soltanto la lana del suo maglioncino.

 

BILANCIA

Il pianeta dominante è Venere (vedi Toro).

L'elemento è l'aria: fatevi consegnare dai gemelli gli orari della ZTL.

Il colore da portare è il verde, tranquilli, una scommessa rimpinguerà le vostre casse.

Se avete dubbi, citofonare “Antonio Conte”.

Il personaggio famoso nel segno della Bilancia è Kate Winslet, attenti a partire per una crociera.

Conquistare una Bilancia? Non usate mai due pesi e due misure.

 

SCORPIONE

Il pianeta dominante è Marte, possibile che l'Ariete vi abbia già dichiarato guerra.

L'elemento è l'acqua: attenti a non affogare in questo mare di cazzate.

Il colore da portare è il viola, attenzione se andate in TV. Meglio il color bronzo, come la faccia dei nostri politici. Nell'eventualità chiedete di Renzi.

Il personaggio famoso nel segno dello Scorpione è Roberto Benigni: vi dirà che la vita è bella, non ascoltatelo.

Conquistare uno Scorpione? A volte basta un misurino di insetticida. Funziona anche contro zecche e formiche.

 

SAGITTARIO

Il pianeta dominante è Giove, ma non montatevi la testa.

L'elemento è il fuoco: anche se di paglia, non sottovalutatelo.

Il colore da portare è l'azzurro, ma solo per veri Principi.

Il personaggio famoso nel segno del Sagittario è Papa Francesco: vi piace vincere facile.

Conquistare un Sagittario? Proponetegli un torneo di freccette.

 

CAPRICORNO

Il pianeta dominante è Saturno, ma occhio agli anelli, specie quelli dorati che promettono di durare una vita.

L'elemento, anche per voi, è la terra: Vergine e Toro hanno seminato, tocca a voi raccogliere.

Il colore da portare è il nero, sarete un figurino, specie di notte.

Il personaggio famoso nel segno del Capricorno è Matteo Renzi: pure Pinocchio, sentendolo, s'è arreso.

Conquistare un Capricorno? Se siete riusciti a conquistare Toro ed Ariete, be', sarà un gioco da ragazzi.

 

ACQUARIO

Il pianeta dominante è Urano: beati gli ultimi perché saranno i primi.

L'elemento è l'aria: una bella boccata d'ossigeno prima di immergervi è ciò che fa per voi.

Il colore da portare è il blu, profondo blu. Occhio agli squali d'estate.

Il personaggio famoso nel segno dell'Acquario è Thomas Edison: ogni tanto accendetela anche voi, la lampadina.

Conquistare un Acquario? Dai cinesi li trovate belli ed economici. Magari hanno sostituito il vetro con la plastica, ma nessun pesce rosso si è finora lamentato.

 

PESCI

Il pianeta dominante è Nettuno, Dio degli scafisti.

L'elemento, ovviamente, è l'acqua. Meglio naturale che non si sa mai.

Il colore da portare è il verde mare: mamma quanto siete monotematici.

Il personaggio famoso nel segno dei Pesci è Albert Einstein: fosse stato per voi, avrebbe fatto l'idraulico.

Conquistare un Pesci? Fate un annuncio: “Cercasi un amo, un'esca e una buona canna in carbonio.
Astenersi perditempo.”

 

 

 

Mercoledì 23 Dicembre 2015 ore 22;29

ATTENDENDO LA VIGILIA (parte seconda) 

L'abete di Natale mostrava fiero le sue luci intermittenti, era addobbato a festa.
Si sentiva forte e sicuro di sé. 
Così come il fuoco che scoppiettando, rendeva l'aria calda ed accogliente.
Le ore del giorno se ne stavano sedute tutte intorno all'allegra fiamma, in attesa della mezzanotte.
Le pungenti sette del mattino, le sfarzose dodici.
Le venti e le ventuno con l'abito elegante.
Man mano giunsero i minuti; i secondi, stranamente, furono i primi ad arrivare.
Così cominciarono a contarsi: ventitré e cinquantasei, ventitré e cinquantasette, cinquantotto, cinquantanove... ed eccola finalmente!
La mezzanotte entrò veloce portando con sé qualche fiocco di neve.
Trepidante, aveva qualcosa d'annunciare.
Provò a gridarlo, ma ebbe solo la forza per sussurrarlo.
“Buon Natale” sospirò, mentre già si udivano per le scale i passi delle primissime ore del mattino...

 

 

 

Mercoledì 23 Dicembre 2015 ore 22;19

ATTENDENDO LA VIGILIA (parte prima) 

Siamo nati per l'attesa. 
Attendiamo l'amore, quello vero. I più fortunati lo trovano e attendono il momento giusto per rinnegarlo. Un po' come Giuda.
Siamo fatti d'attesa. 
Alle poste, in banca o la domenica in chiesa. Attendiamo un miracolo che puntualmente non accade.
Giuda saprebbe spiegarci il motivo.
Navighiamo nelle acque tempestose in attesa che si calmino. Se solo ci vedesse Ulisse, si chiederebbe chi ce l'ha fatto fare.
Compiliamo liste d'attesa in attesa del lavoro che ci renda liberi. Attendiamo una chiamata. Qualcuno anche da lassù, stanco di attendere una vita per farsi fregare dalla morte.
Maledetta attesa.
In attesa di un sogno che presenta gli stessi caratteri di un miracolo.
Nell'attesa che si realizzi non ci resta che attendere, in fondo siamo nati per questo.
In attesa della vigilia di Natale, serene feste a tutti i sognatori, quelli veri...

 

 

 

 

 

Martedì 22 Dicembre 2015 ore 16;17

A NATALE PUOI...

Siete in preda al panico prenatalizio? Non riuscite a dormire sonni tranquilli perché “mancano pochi giorni al Natale e non so cosa regalare a zia Maria?”
Tranquilli, ho io la soluzione: la coroncina della divina misericordia!
Ebbene sì!
La coroncina elettronica della divina misericordia è ciò che fa per voi. 
Da qualche giorno va in onda tale virtuosa pubblicità. Pare che ascoltando il messaggio della coroncina, i problemi, non solo quelli laici, vadano via d'improvviso.
“La coroncina ti aiuterà a superare i momenti di difficoltà” dicono.
Bene, dico io. E cosa aspettiamo a regalarne una a Renzi? 
“Ti basta stringerla al petto ed ascoltarne il suono per trovare conforto...” asseriscono i fortunati possessori.
Maledizione! Ma perché hanno atteso così a lungo prima di tirarla fuori? Vi immaginate quanti suicidi evitati da parte di imprenditori in crisi?
“E vi ricorderà che l'amore vince sempre su tutto, anche quando sembra impossibile...” 
Pare che quest'ultima frase sia stata pronunciata poco prima delle stragi di Parigi: molti sono morti col sorriso, infatti.
Ma non è finita qui.
“Sarà il faro nella notte per i vostri amici che si sono persi...”
Il Governo, per questo motivo, pare voglia dotare di una coroncina ogni scafista. Salvini, nel frattempo che la proposta venga approvata dalla Camera, poi dal Senato che proporrà delle modifiche che torneranno alla Camera e poi ancora al Senato, pare si stia adoperando in un mega ordine per farle sparire dal mercato.
Il Cardinale Bertone già si sfrega le mani.
“Con questi soldi termino di ristrutturare l'attico, con buona pace di Gesù e di tutti i suoi bambini” pare abbia detto.
“Ascoltare la coroncina vi restituirà la vera voglia di vivere su questa Terra...” dicono.
E chi ce l'ha tolta, questa voglia? Forse la coroncina potrà dircelo.
Chissà.
Ah, dimenticavo, il dispositivo include un messaggio esclusivo e segreto di Papa Francesco. Ci dirà se siamo soli nell'Universo? Se Dio esiste realmente? Gli Auguri di Natale?
No.
“La misericordia di Dio” dice.
La coroncina comunque potrà essere vostra per soli 59,90 euro.
“La salvezza non si paga, è gratis” ha detto Francesco. 
“A bello, damme li sordi!” mi ha risposto il corriere in consegna, con vago accento romano. E chi glielo spiega adesso a Francesco?
Comunque a zia Maria, nel dubbio, regalerò del buon vino. Forse così, i problemi svaniranno davvero...
 
 

 

 

 

Domenica 13 Dicembre 2015 ore 10;42

SIAMO TUTTI PLAYMOBIL

Altro strappo alla regola. Me lo impongono le notizie, abbiate pietà.
Avevo detto che quello sugli attentati di Parigi sarebbe stato l'ultimo editoriale “serio”.
“E poi le bugie non strozzano - diceva Pinocchio – al massimo fanno crescere il naso...”
E c'è da credergli, lui con le cazzate c'è diventato famoso. Ne sa qualcosa il grande Collodi col suo romanzo sulla vita di Matteo Renzi: “Storia di un burattino.”
Collodi fa rima con Lodi.
Lì, un paio di giorni fa, un imprenditore ha atteso il delegato della vendita giudiziaria (incaricato di portargli via la casa) appeso ad una corda.
“Su, scenda, non è il momento di giocare!” pare gli abbia intimato lo sciacallo in giacca e cravatta.
Nessun gioco, ahimè.
Io, da piccolino, giocavo coi Playmobil. Forse devo averci giocato troppo, alla fine son diventato uno di loro.
Su, ammettetelo, anche voi ci giocavate!
E anche voi siete diventati come me. Siamo tutti Playmobil.
Educati, rispettosi e sempre pronti ad eseguire gli ordini impartiti dal Palazzo.
Dobbiamo votare? Votiamo!
Dobbiamo ascoltare? Ascoltiamo!
Dobbiamo leggere un determinato libro? Leggiamo!
Dobbiamo credere? Crediamo!
Dobbiamo ammazzarci? Ci ammazziamo!
Siamo dei pupazzetti modello. I nostri sono veri e propri atti di fede. 
A proposito di fede; pare che dopo la tragica notizia dell'ennesimo suicidio, alcuni santi esponenti vaticani abbiano detto: “Purtroppo hanno abolito il presepe, altrimenti una capanna per quell'uomo e la sua famiglia l'avremmo trovata...”
E via in coro a cantare Giu-Giu-Giu, Giu-Giu-bileo sulle note di Mamma Maria dei Ricchi e Poveri.
Maledetti Musulmani. 
Un tempo mi divertivo davvero tanto coi Playmobil, ma ora non più. Anche se comprendo benissimo che lo sporco delle coscienze si toglie, dalla plastica, assai più facilmente.
“Ma allora che possiamo fare?” mi chiederete.
Nulla, continuiamo così! Continuiamo a credere che tutto sia buono e giusto, che le cravatte siano sinonimo di onestà e che il Pvc sia meglio della pelle.
Intanto lì, nel Palazzo, con la nostra pelle ci si cuciono le ventiquattrore. 
Ma tranquilli, ce la sostituiscono con del polivinilcloruro che si pulisce che è una meraviglia.
L'importante è crederci.
“Di boiate ne ho dette tante, ma certe non mi sarebbero mai saltate alla mente!” ha confermato Pinocchio.
Se ci fosse stato Collodi, di certo, avrebbe preso appunti...

 

 

Venerdì 27 Novembre 2015 ore 14;02

MI RACCOMANDO!

Sarò pazzo, ma non vorrei mai una vita fatta di raccomandazioni e subdola agiatezza.
Quella, di vita, è per i politicanti e i loro portaborse, mica per me.
Io neanche ce l'ho, una borsa.
E poi la mia sarebbe piena di sogni e quindi troppo pesante per le loro gracili braccia; capaci al massimo di tener su una penna al contrario.
E poi vogliamo parlare della soddisfazione celata dentro al potere dei “vaffa”? 
Loro, i raccomandati, mai potrebbero mandare a quel paese qualcuno. Se sono dove sono, il merito è proprio di quel “qualcuno”. E quel “qualcuno” avrà di certo qualcun altro a cui render conto.
È un circolo vizioso, il loro.
Il mio invece è un bar aperto a tutti. Agli ubriachi, agli sfigati, ai depressi, agli esasperati e agli esodati. 
Insomma a tutti, purché non siano raccomandati. O dipendenti delle poste.
Posso afferrare la penna nel verso giusto, io. E scrivere ciò che più mi aggrada per il semplice gusto di farlo. Magari sbagliando ed essendo invisibile ai più, ma pur sempre in modo vero e autentico.
Loro no.
I raccomandati scrivono per passar tempo, non hanno mica bisogno di lavorare! Poi c'è chi, quegli scritti, li corregge allegando sinossi e prefazione.
E via tutti in fila a comprare il romanzo di quello che ha scritto però quell'altro.
Andate, andate, mi raccomando!
Una cosa però va detta: la storia l'han fatta i raccomandati, non c'è dubbio.
Pensate ai Rolling Stones, raccomandati dalla lingua di Einstein. O a Nerone che ha fatto diventare Grisù-il-drago-pompiere una star.
Poi c'è Bach che con i suoi fiori ha permesso all'Aboca di divenire una multinazionale. Il Cappellaio Matto ancora ringrazia Freud per i suoi utili consigli.
Lo stesso fa la Apple con Eva per l'intuizione sulla prima mela.
E poi c'è lui, be', il figlio del capo. Il raccomandato per eccellenza: Gesù.
Tutti coloro che hanno lasciato un segno l'han fatto per via di una raccomandazione, mettiamoci l'anima in pace.
Io no.
Io l'ho meritato il mio posto.
Sono quel che sono esclusivamente per merito.
Giardiniere figlio di giardiniere...quindi...aspettate un attimo...accidenti!
“Papà, ma per caso tu....” 
 

 

 

Mercoledì 25 Novembre 2015 ore 15;25

LUNA

Intanto nell'Universo...
 
“Per Giove! - esclamò il Sole - cos'è tutto questo disordine?”
“Era dai tempi del Big Bang che non regnava un caos del genere!”
E aggiunse: “Cosa sta accadendo?”
“È scomparsa la Luna!” disse Mercurio, il più veloce a rispondere.
“Chi è apparsa?” domandò Plutone da lontano.
“La Luna! È scomparsa la Luna!” ribatté Mercurio.
“Santo cielo - disse Urano - dobbiamo trovarla!”
“Calma, calma, c'è tutto il tempo del mondo!” annunciò Saturno.
Il Mondo non era d'accordo.
“Ho solo 24 ore per ritrovare il mio satellite!” affermò ansioso.
“Cosa ce ne facciamo della Luna? - chiese Venere – non basto io ad abbellire quest'angolo d'Universo?”
“Non dire sciocchezze! - lo redarguì Nettuno – chi glielo spiega poi alle maree?”
“Serve una soluzione!” affermò il saggio Giove.
“Un'insolazione? Lo dicevo di girare alla larga dal Sole...” mormorò Plutone.
“Cerchiamo su e giù per la Via Lattea, magari ha perso le coordinate” disse nuovamente per primo Mercurio.
“Dichiariamo guerra alle stelle e obblighiamole a rivelarci il suo nascondiglio!” propose Marte.
“Coltiviamo una serra di stelle?” chiese perplesso Plutone, sempre più confuso.
Le ricerche proseguirono per ben tre giorni fino a quando la Luna riapparve luminosa nell'Universo.
“È tornata!” gridò il Sole.
“Dove si era cacciata?” chiese Marte.
“Si era nascosta dietro al Mondo, chissà per quale motivo poi...” insinuò Urano.
E così dicendo scatenò l'inquietudine di tutti e nove i pianeti, pronti a disquisire sui motivi di quella lunga assenza.
“L'aria respirabile, le forme di vita, il verde delle colline e l'azzurro dei mari. Povero Mondo, prima o poi gli chiederà di sposarlo solo per svuotargli gli oceani!” dicevano.
“È ora di smetterla!” gridò il Sole.
A Saturno vibrarono gli anelli.
“Basta con queste chiacchiere! La Luna non è un semplice satellite” disse la stella madre che aggiunse: “Ammiratela per la sua tenacia nell'inseguire il mondo, per l''umiltà nel riflettere tra milioni di corpi celesti, per l'intelligenza nel celarsi dietro ad un sorriso e per l'amore nell'accogliere i sogni dei bambini.”
“Ma non sarà mai un pianeta!” sentenziò Venere.
“Hai ragione - rispose il Sole - è molto di più, è una donna...”
“E cosa c'entra adesso la nonna?” si chiese preoccupato Plutone.

 

 

 

Lunedì 23 Novembre 2015 ore 18;29

PARANOIA(L) ACTIVITY

Eccolo, lo vedo. Sta per entrare.
Tossisco.
È straniero, si vede lontano un miglio. Ora ci ammazza tutti. Lo so, lo sento.
È pure anziano, se muore si fa un regalo.
Ha oltrepassato il cilindro a vetro, le porte scorrevoli l'hanno lasciato entrare.
Ha indosso un enorme cappotto. Nasconde una cintura esplosiva. Lo so, lo sento.
Tossisco.
Tra poco si farà saltare in aria, a breve ci ammazzerà tutti.
Ma che fa?
Ha preso il numerino e si è messo in fila allo sportello.
Non c'è molta gente in attesa. Forse questo lo blocca, ancora.
“Più ne ammazzo e più punti guadagno” starà pensando.
Che faccio?
Se capisce che ho capito mi ammazza per primo.
Ma che importa, tanto morirei lo stesso.
Tossisco.
Ha una lunga barba. Chissà cosa ci nasconderà in mezzo.
Qualche batterio killer, sicuro.
Lo so, lo sento.
Tra le mani stringe un pacco bomba. Concentrandomi riesco ad udirne il beep, ad intervalli irregolari.
No, forse il beep è quello del cambio-numero digitale.
Deve averlo silenziato, il pacco. 
Lo so, lo sento.
Tossisco.
Inizio a sudare. Fa caldo, ho caldo.
Mi spoglio un po'. Lui no, lui resta ben coperto fino al collo. 
Per forza, scoprirebbero la cintura esplosiva.
La gente va e viene in equo scambio. Spero che non ne arrivi più di quanta ne esce. Lui, il terrorista, non aspetta altro.
Poi si farà saltare in aria e ci ammazzerà tutti. 
Lo so, lo sento.
Si avvicina a me, sento l'odore di morte invadermi i polmoni.
Tossisco.
Tra un numero sarà il mio turno.
Lo guardo. Lui mi guarda.
Mette la mano in tasca. 
"Tirerà fuori un coltello e mi taglierà la gola" penso.
Tossisco.
Mi porge una caramella.
E mi fa: “Ne vuoi una? Per il mal di gola sono una mano santa...”
“No, no, grazie” rispondo.
Resto impietrito. Mi guarda. Lo guardo.
Lui mi sorride. Io no.
Niente cintura esplosiva, nessun coltello o pacco-bomba.
Semplicemente un anziano coi reumatismi in fila alla posta per spedire una raccomandata.
"Potrebbe essere mio nonno" mi dico.
Tossisco.
Tocca a me, pago il bollettino e mi faccio sopraffare da un dubbio atroce: “Mio nonno non mi avrebbe mai offerto una caramella esplosiva!”
Mi volto, lo cerco.
Lui non c'è più.
“Sarà andato a farsi saltare in aria da qualche altra parte” penso.
Povero me. Poveri noi.  

 

 

 

Sabato 21 Novembre 2015 ore 12;19

UNA MULTINAZIONALE CHIAMATA LIBERTA'

Come ci si sente adesso, Libertà?

Come si sta sulla cima del mondo?

Come ci si sente in continua ascesa?

Non avrai mica intenzione di fermarti al nostro misero pianeta!

Su, su, raccontaci della prossima conquista! La luna? L'universo intero?

Ti sei divertita a giocare con gli uomini.

Hai costruito un impero.

Hai inventato un Dio e obbligato tutti a pregarlo.

A servirlo.

Ci hai incantato, Libertà, coi tuoi folli racconti sul Paradiso e sull'Inferno.

Sul bene e sul male.

Hai spinto gli uomini ad uccidere per quel fantomatico Dio.

Ma io, sì, io ti ho smascherato da subito. Solo un Dio cieco non avrebbe visto lo schifo che accade nel mondo. E in nessuna scrittura sacra si menziona tale difetto.

Che vile che sei, Libertà.

Hai organizzato rivolte in tuo nome, ci hai costretto ad ammazzarci tra noi. Hai inventato la politica, insegnando agli ignoranti a rubare.

E poi ti sei venduta come una puttana al miglior offerente.

Ma non ti biasimo, Libertà.

Chiunque avrebbe accettato la proposta di vedere issate, nel proprio nome, bandiere intonanti note d'irriverente faziosità.

Tu, Libertà, sei soltanto una delle tante multinazionali che gestiscono il sistema.

E come ogni squallida e mai paga multinazionale che si rispetti, hai stretto accordi per incrementare il tuo successo.

E così hai partorito il potere, la conquista e la supremazia.

Figli dell'unico Dio in cui credi: il denaro.

Ci hai convinti che solo raggiungendoti potevamo considerarci uomini. E per tali, degni di vivere.

Nel frattempo fuggivi, felice di scappare. Eccitandoti all'idea d'esser desiderata.

Maledetta che sei, Libertà.

Due matrimoni alle spalle. Uno con la morte e l'altro, di convenienza, con la paura.

Quanta soddisfazione provi, Libertà, nel vederci morire per te?

Ma ti prego, ammettilo, ti prego, donaci un ultimo guizzo di lealtà e dicci che provi anche solo un poco di vergogna.

Io ti ho scoperto. Eppure provo dolore nel vedere la gente che muore e soffre per te. Mi illudo tra le braccia della speranza (altra tua invenzione), confidando che prima o poi tutto questo finirà.

Sarebbe facile.

Basterebbe rinunciare alla tua offerta. Rinnegare la tua fuorviante omelia.

Basterebbe sentirsi liberi senza Libertà.

Lo so, ahimè, sto delirando. Oramai hai il controllo d'ogni singolo sussulto.

Solo una cosa allora ti chiedo.

La prossima volta che deciderai d'amarmi per poi lasciare di te solo il ricordo, la prossima volta che mi priverai d'un pezzo del tuo dono mai richiesto, la prossima volta che mi obbligherai a versare una lacrima per mano d'un vile terrorista, be', quando accadrà (perché accadrà) cerca almeno di prenderti tutto.

E di non farmi soffrire.

 

 

 

Domenica 15 Novembre 2015 ore 9;18

LIBERTA'

Non dovevo disquisire di argomenti seri. Di tematiche importanti.
Questo avevo promesso, a me stesso.
Mi sarei limitato a raccontare il mondo nelle sue folli e semplici sfaccettature. A giudicare le fattispecie rilevanti ci avrebbero pensato loro, quelli bravi, quelli competenti e (stra) pagati per farlo.
Chiedo scusa per questa deroga, ma era doverosa.
Ho atteso a lungo prima di scrivere. Ho ascoltato, visto e assorbito ore ed ore di dirette televisive su quanto, di sconvolgente, accaduto.
E provo rabbia.
Sono incazzato con i politicanti che non smettono un attimo di fare propaganda al proprio partito. Che non afferrano mai l'attimo buono per smettere (anche momentaneamente andrebbe bene) di racimolare voti sulle altrui disgrazie.
Ore ed ore di dirette televisive a raccontare il buon lavoro fatto al Governo e gli estenuanti sacrifici, ora, all'opposizione. 
Tutti uguali, identici nell'irriverente modo di esporre le cose e nel buffo vestiario. Ogni tanto toglietevi quella cravatta e fingete di conoscere il significato di lavoro e sacrificio.
Sono incazzato con chi impiega due ore mezza a depositare un mazzo di fiori dinanzi all'ambasciata francese, per non correre il rischio di mancare neanche in uno dei numerosi flash circostanti.
Sono incazzato coi faccioni che riempiono gli schermi di chili di troppo, sudore ed omertà.
Gli stessi che piangono e disprezzano, ma che hanno in essere accordi economici di chissà quale tipo.
Sono incazzato con chi predica la pace.
Sono incazzato con chi proclama la guerra.
Ricordo ai primi che questa, probabilmente, è l'ennesima prova che il vostro Dio non esiste.
Ai secondi che forse, coi soldatini, non si può più giocare.
Parlano bene, loro.
Protetti e difesi dai loro ideali.
È ora di finirla con gli ideali. È tempo delle idee.
C'è poi chi esorta a continuare a vivere e divertirsi, a non avere paura. 
“In questo modo non vinceranno” dicono.
Andatelo a chiedere alle famiglie francesi delle vittime, chi ha vinto.
La situazione è grave, gravissima. Ma lo è tutti i giorni, costantemente. Considero un atto terroristico quello che spinge un imprenditore a togliersi la vita per aver (ingiustamente) perso il lavoro.
Considero un atto terroristico la tutela delle ingiustizie.
Venerdì sera, a Parigi, non so chi abbia vinto, ma so per certo chi ha subito la sconfitta: noi.
La gente comune, vera. 
Sono incazzato con chi continua a restare inerme e a favorire l'accrescimento di potere nelle loro mani.
Nelle mani, intrise di merda, di predicatori e politicanti da quattro soldi.
Mentre fino a giovedì i vostri teatrini destavano in me sorrisi d'irriverente ilarità, ora neanche più quello.
Mi avete tolto anche il gusto di ridire di voi.
Sciogliete i nodi alle preziose cravatte, togliete i pesanti crocifissi dal collo. 
Vi abbiamo scoperti, oramai.
Ladri dell'unico valore per cui valga la pena di vivere. La fede? La religione? L'appartenenza politica?
No, la libertà.

 

 

 

Giovedì 12 Novembre 2015 ore 17;03

PIOVONO OLIVE

C'era una volta chi saltava le staccionate per correre a gustarsi l'olio Cuore sulle calde pietanze.
Ora non più.
Un po' per l'osteoporosi e un po' perché non esistono più le staccionate di una volta.
Quelle coi pali di castagno e la struttura incrociata. Ora ci adeguiamo al modello americano, andandole a prendere alla prima ferramenta aperta.
Be', quell'allegro tizio non se lo sognerebbe neanche di saltar sopra una di quelle.
E poi c'è il problema dell'olio.
Pare che diverse aziende italiane siano sotto inchiesta per aver venduto (e chissà se lo vendono ancora) olio “vergine” come “extra-vergine”.
“Giù le mani dall'Ulivo!” pare abbia intimato Prodi in sella ad una colomba.
Le olive comunque non ci stanno.
“In questo modo gettate fango sul nostro nome - hanno dichiarato - ci sentiamo punte nel nocciolo." 
E dopo additivi, addensanti, coloranti e conservanti, ci manca solo il fango.
“E poi quale sarebbe tutta questa differenza?” chiedono, loro.
In fondo hanno ragione.
A parte Sant'Anna, protettrice delle sorgenti, di tutte queste sante, nelle storia alimentare, se ne sono viste ben poche.
San Pellegrino protettore delle arance, San Marzano dei pomodori, San Carlo delle patate (in ex-aequo con Rocco Siffredi), San Martino delle castagne e San Giovese del vino.
Tutti santi uomini.
“Trovateci una santa protettrice pure a noi e faremo solo casa-oliveto-oliveto casa” promettono le olive.
Intanto c'è chi, da questo imbarazzo, se ne esce vestito da furbo.
Come al solito.
Prodotti scadenti venduti per prodotti di qualità?
Non proprio, prodotti scadenti venduti per prodotti scadenti con etichette di qualità.
“La colpa è del consumatore che le legge, le etichette.”
Prima vi lamentate perché siamo un popolo di poeti, navigatori e non-lettori e per una volta che leggiamo ci accusate d'averlo fatto.
Mettetevi d'accordo, eh!
“Basta leggere e non dar retta a ciò che è scritto, facile!” ci consigliano.
Facile, sì.
Questa mattina ho visto una signora chiamare il commercialista davanti ad una bottiglia d'olio Coop ed una Carapelli. Chiedeva lumi sulla veridicità del prezzo.
Comunque ci rassicurano che tutte le aziende coinvolte sono straniere. O meglio, hanno sedi in Italia, vendono in Italia, ma parlano spagnolo.
Meno male, questo sì che ci rassicura! 
Chi è senza peccato, scagli la prima oliva.
Nell'attesa di conoscere nuovi dettagli sulla loro vita sessuale, auguro una buona (si spera) bruschetta a todos...

 

 

Lunedì 9 Novembre 2015 ore 14;59

IN PRINCIPIO ERA DOLLY

“E io mi faccio clonare il cane per centomila dollari.”

No, non io. Io, di cani, ne ho due. E non saprei quale, dei due, resuscitare. Ciò, inoltre, significherebbe consegnarli dapprima a miglior vita.

Non saprei chi sacrificare, chi lasciare qua a soffrire.

No, no, meglio di no.

E poi se avessi centomila euro da investire, con tutto il rispetto, non starei qui a scrivere queste boiate.

Comunque pare che al di là dell'Atlantico, quella della clonazione sia divenuta una vera e propria moda.

“Lo fai per qualcosa che ami...” dichiarano, loro. Gli uomini a stelle e strisce.

Pare che in Corea esistano laboratori specializzati per portare a termine queste procedure. E cosa importa se tali pratiche prevedano l'esportazione di tessuti, la conservazione degli stessi in apposite celle frigorifere e il serio rischio di complicanze e relativo fallimento annesso.

Le mode son mode.

Vanno seguite, punto. E tenute lontane dall'etica.

Così capita di vedere San Pietro, in uno di quei laboratori coreani, chiedere di farsi clonare il suo primo mazzo di chiavi.

O qualche inguaribile romantico in attesa di riavere il primo bacio.

C'è chi giura d'aver visto Eva in fila per la prima mela.

Senza Adamo.

“Quel fruttivendolo non mi convince...” ha dichiarato lui.

“Bella la vita, che se ne va...” cantava Renato Zero. Il carrozzone, ora, dovrà fermarsi.

La Morte, incazzatissima, non ne vuole proprio sapere di passare dalla parte degli esodati.

Così come Renato Zero passare da quella dei bugiardi.

“Con la clonazione mi tolgono da vivere...” ha detto la vecchia con la falce in mano.

Anche gli Induisti protestano: “Addio reincarnazione...”

“Evviva!” esultano i vegetariani.

Giungono lamentele anche da lassù, dall'Ostello Paradiso, niente più morti, niente più clienti.

Solo i politici hanno accolto con enfasi la notizia.

“Che bella invenzione, il vitalizio...”

Nel frattempo, nei canili di tutto il mondo, c'è chi attende d'essere adottato. Per accontentarsi di un osso o di un rimprovero.

Da oggi, probabilmente, quell'attesa sarà ancor più lunga.

“Chi gliel'ha detto di nascere cani?” polemizzano i politici.

In fondo basterebbe dotarli d'una cravatta e d'una valigetta ed ogni differenza svanirebbe.

Cani i primi e cani i secondi.

Con la differenza che taluni, oltre che abbaiare, guidano anche le auto blu.

Sta a voi scoprire a chi mi riferisco...

 

P.S. Chiedo scusa a tutti i cani del mondo per averli accostati, anche solo per qualche istante nella stesura del presente editoriale, alla figura del politico.

 

 

 

Mercoledì 28 Ottobre 2015 ore 16;32

SIAM TRE PICCOLI PORCELLIN

L'Oms ha classificato le carni rosse lavorate come cancerogene per l'organismo umano. Alla stregua di fumo, amianto e benzene.

I tre porcellini tirano un sospiro di sollievo.

“Ma che non si dica che siamo malati” affermano preoccupati.

C'è chi assicura che la Disney sia pronta a licenziare Porky Pig.

“Non-non-non c'è nulla di ve-ve-vero” smentisce lui.

Addio a salumi, salsicce e wurstel. In fila all'INPS, allo sportello per la disoccupazione, pare siano stati avvistati Rocco Siffredi ed Angela Merkel con una cesta di crauti.

Intanto, nell'AIA, i polli tremano. Temono una strage. Sembra si siano convinti ad imparare a volare.

“Poveri illusi” ha sentenziato Icaro.

Reciproca soddisfazione invece per Willy il coyote ed Hannibal Lecter.

“Credevate fossi uno scemo a rincorrere quel pennuto, sono semplicemente un salutista” ha dichiarato l'uno.

“Ve lo dicevo, io, di sperimentare altra carne...” si gongola l'altro.

Attenzione adesso ai vegani. Pare siano pronti a conquistare la Terra. Con loro, gli alieni e i testimoni di Geova.

“Basta cazzate, Avanti! - afferma qualcuno dalle retrovie – la-carne-rossa-la-trionferà!”

Della stessa idea, i politici di cosa...ehm...casa nostra.

“Le carni italiane sono sicure!” affermano dai tavoli dei ristoranti.

Be', c'è da fidarsi.

In fondo, loro, di porcate se ne intendono...

 

 

 

 

Domenica 18 Ottobre 2015 ore 10;30

PREMIO GIURIA LOCANDA DEL DOGE 2015

Mi dispiace, ma è accaduto davvero. Ovviamente non cambia nulla. Aiutante giardiniere ero ed aiutante giardiniere resto, tranquilli. La scrittura non fa per me, l'inchiostro è troppo caro di questi tempi e ci si infervora assai spesso. 
Comunque beccatevi questa notizia! 
Forte, no? Non io, la notizia!
 

 

 

 

Mercoledì 7 Ottobre 2015 ore 17;52

PRONTO, CHI PARLA?

Un tizio barbuto e con la vestaglia compose un numero di telefono.
Partì la canzoncina di sottofondo: Benvenuti in paradiso.
Il tizio si indispettì udendo la vocina registrata.
“Grazie per averci contattato. Tutti gli operatori sono al momento occupati. Nell'attesa premere il tasto uno per richiedere la custodia di un angelo. Premere il tasto due per cambiarla. Premere il tasto tre per donare una preghiera. Premere il tasto quattro per ordinare una foto autografata del vostro santo preferito. Si ricorda, infine, che il servizio 'concessione miracoli' è stato momentaneamente sospeso...”
Poi la canzoncina venne interrotta dall'intervento dell'operatore.
“Buongiorno, come posso esserle utile? Sono Pietro...” 
Il tizio barbuto riconobbe immediatamente il suo interlocutore.
“Pietro? Ma da quando lavori nel call-center?” 
Pietro rimase in silenzio.
“Pietro, sono io, Gesù!”
“O, Gesù! - rispose l'uomo – Chiedilo a tuo padre. Ha fatto installare un cancello automatico e non gli occorreva più un custode con le chiavi...”
“Capisco...”
“Ma dimmi, figliolo. Perché hai chiamato?”
“Devo parlare con lui, ma è irraggiungibile...”
“Non c'è problema – lo rassicurò Pietro – te lo passo dalla linea interna...”
Così mise Gesù in attesa e avvertì Dio della richiesta.
“Benvenuti in paradiso...” tornò in auge.
“Signore? C'è suo figlio al telefono...”
“Passamelo pure, Pietro...”
“Papà?”
“Dimmi, figliolo...”
“È successo di nuovo...” rivelò Gesù.
“Asseriscono ancora che tornerò sulla Terra?” domandò il padre.
“No, papà, peggio! Continuano a rendersi ridicoli coi loro insulsi comportamenti...”
“Cosa hanno fatto stavolta, figliolo? Ce l'hanno ancora con tua madre?”
“Hanno allontanato uno di loro perché ha ammesso di amare un uomo...”
“Dici sul serio? Non posso crederci...”
“Ti rendi conto, papà?”
“È come se tu – continuò Gesù – decidessi di amare soltanto le donne. Devi fare qualcosa!”
Dio si irrigidì.
“Ho già fatto tanto per loro. Lascia che imparino da soli...”
“No, papà. Devi scendere e fare qualcosa prima che sia troppo tardi!”
“È già troppo tardi, figlio mio. Tu, piuttosto, perché non vai e cerchi di risolvere la questione?”
Stavolta fu Gesù ad irrigidirsi.
“No, no, non ci penso minimamente. Sono sceso una volta e mi hanno messo in croce!”
“E allora che imparino sbagliando!” sentenziò Dio.
“Ma così, papà, allontaneranno gli ultimi seguaci che abbiamo! Ho appena controllato il grafico delle vendite su Amazon: Cinquanta sfumature di grigio ha superato la Bibbia nella classifica dei romanzi più venduti!”
“Non posso crederci, come sono scesi in basso...”
“Credici, papà, credici...”
“Tutta colpa di Tommaso!” 
“E che c'entra Tommaso, adesso?” chiese Gesù.
“Colpa sua se il mondo va alla rovina! Glielo dicevo che l'uomo non serviva, che bastavano gli animali per governare la Terra. Ma lui no, non voleva ascoltarmi. Se non vedo non credo, diceva, se non vedo non credo. Ed ecco qua il risultato...”
“Mi dispiace, papà, non sapevo di Tommaso...” disse, sconsolato, Gesù.
“D'altronde – riprese il padre – cosa ti aspettavi da gente che vota dei ladri per farsi amministrare i risparmi di una vita? O che ascolta parlar d'amore chi vende cartoline che ritraggono il tuo ultimo giorno sulla Terra?”
“E allora che facciamo?” chiese Gesù.
Dio ebbe un'intuizione.
“Mandiamoci Pietro! È sprecato nel rispondere al telefono...”
 
“Pietro...”
“Sì, Signore. Mi dica...”
“Devo chiederti una cosa...”
“Qualsiasi cosa per lei, Signore...”
“Abbiamo un problema...”
“Glielo dicevo io, Signore, che i cancelli automatici sono difettosi...”

 

 

Venerdì 25 Settembre 2015 ore 15;21

MALEDETTA CONCORRENZA

“La Coop sei tu...” mi ronza spesso in testa.

Avete mai fatto caso a quanto siano sudici i bagni del Viakal? Con la scusa di mostrare al mondo intero l'efficacia del loro prodotto, entrano nelle case più luride d'Italia. Bagni ripieni di calcare. Piani cottura ricoperti dagli avanzi di Natale del '68.

Uno schifo assurdo.

“Ma basta una passata e tutto svanisce...” asseriscono.

Lo so, ma fa schifo lo stesso. Specie quando trasmettono all'ora di pranzo.

“Sì, ma basta una passata...”

Ho capito. Basterebbe versare, la passata, nel recipiente del soffritto con maggiore cura. Evitereste di sporcare e di comprarvi il Viakal.

Non so a voi, ma a me Mastrolindo non ha mai suonato alla porta. E basta con l'esaltazione delle qualità atletiche della nonna.

Anche la mia spaccava i tronchi di legno e spesso aveva pure la forza per rincorrermi e darmene di santa ragione. Ogni qualvolta le sporcavo la casa.

Santa ragione: sul calendario non l'ho mai trovata.

Comunque, mia nonna, non riuscivo a staccarla mai di mezzo metro.

“Nonna, no! Ti compro Viakal! Basta una passata, nonna! Vedrai!”

Consiglio: non acquistate i diffusori profumati che tanto non funzionano. Potreste spruzzare all'infinito, ma tanto i fiori che mostrano in televisione non fuoriescono mai.

Mai.

Maledetti effetti speciali. E maledetto James Cameron.

A proposito, dimenticavo.

Bruce, proprio tu. Quoque tu, Bruce, fili mi?

E pensare che ti stimavo alla follia. Sei stato fantastico in Armageddon, un eroe. Sei andato lassù a toccar l'infinito, a cavalcar un asteroide. Sei arrivato là in alto, Bruce, riuscendo a comunicare perfettamente con la Terra.

Adesso vuoi farci credere che “non c'è campo” e “non c'è rete”?

Su dai, Bruce.

Vuoi dirmi che la Vodafone paga meglio della NASA?

“America' facce Tarzan!” griderebbe il grande Alberto.

“La Coop sei tu...” continuano a dirmi, nel frattempo.

Ora ho capito perché i tecnici della Volkswagen non rispondevano al tizio che gli proponeva di aumentare il prezzo delle auto.

Lo sapevano, loro. Per questo non parlavano.

Angela, tranquilla. Abbiamo un sacco di FIAT avanzate, noi.

La Champions intanto, per chi non lo sapesse, è un'esclusiva di Mediaset Premium.

Io l'avevo appena intuito, ma grazie lo stesso per il costante promemoria.

Ciò che invece non conosco, è l'indirizzo della casa del Mulino Bianco. Dov'è che si trova? Voglio andarci assolutamente! Lì, con un ex-attore e una gallina, imbottiscono di brioches tutti i bambini d'Italia.

La regina Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena pare si sia rivoltata nella tomba.

“Quando proposi le brioches per il popolo – ha detto dall'aldilà – tutti mi si rivoltarono contro...”

La vada a capire, regina, la povera gente.

A breve, Babbo Natale tornerà a guidare il tir della Coca-Cola per le autostrade del mondo. Mi chiedo dove e quando abbia preso la patente “C”. E l'ultima revisione alla slitta, invece, a quando risale?

Ma tanto “...a Natale puoi...fare quello che non puoi fare mai...”

E allora che ci importa! Mi raccomando però, non fatelo ascoltare ai bambini di Renzi; praticamente, noi.

“La Coop sei tu...” insistono.

Tre giorni fa, hanno suonato alla mia porta. Mastrolindo? No, no, due enormi zanzare travestite da Testimoni di Geova.

O forse il contrario.

Comunque, fortunatamente, avevo il Raid!

Anche l'altro ieri hanno suonato alla mia porta. Mastrolindo? No, due agenti di Equitalia.

Cercavano il signor “Diego Fois” (grazie per il "signore", comunque).

Li ho fissati perplesso.

“Io sono Giovanni Rana” ho risposto.

Non mi hanno creduto, ma hanno voluto assaggiare lo stesso i miei ravioli coi funghi porcini.

“La Coop sei tu...”

Be', se non sono Giovanni Rana forse sono davvero la Coop.

Allora sono uscito di casa per fare provvista di generi alimentari. Al momento del conto, fugace, ho tentato di evitare la cassiera e i successivi controlli.

“La Coop sono io...” canticchiavo, comportandomi come se fossi davanti alla mia dispensa.

Purtroppo i rilevatori hanno rilevato qualcosa.

Mi hanno intimato di pagare il conto e chiesto le generalità.

“Chi è lei?”

“Io sono la Coop” ho risposto.

Non è servito a nulla mostrare la tessera di socio, ma almeno mi hanno dato i bollini!

Diffidate anche della geometria delle banche. Disegnano cerchi rassicuranti, ma poi neanche coi salti mortali riesci a convincerli.

Ah, dimenticavo.

Anche ieri hanno suonato alla mia porta.

Era Mastrolindo.

Mi ha detto che sua nonna era morta.

Un uomo distrutto, disperato.

Dalle ultime notizie si apprende della sua iscrizione sul registro degli indagati con l'accusa di omicidio.

Pare abbia scoperto l'anziana ad usare Viakal.

Maledetta concorrenza...  

 

 

 

Martedì 22 Settembre 2015 ore 22;17

CORRI NONNO! CORRI!

Diglielo nonno, diglielo!

Dì a quello che in auto, dietro di te, impreca affinché tu vada più veloce, di starsene calmo.

Digli che tu, alla sua età, avresti spaccato mezzo mondo. E solo perché l'altro mezzo provasti a cambiarlo.

Diglielo nonno, diglielo!

Dì a quello che ti sta suonando la nona sinfonia del clacson, che quando stringesti la mano ai sacrifici, lui era solo un malizioso desiderio.

Diglielo nonno, diglielo!

Digli che quando correvi come un forsennato per racimolare i soldi necessari a sopravvivere, lui, le corse, le faceva ancora tra spermatozoi.

Diglielo nonno, diglielo!

Dì a quello là dietro, che ti insulta proclamando la tua ignoranza, vantando lauree e qualifiche, che dovesti scegliere tra leggere o mangiare.

Diglielo nonno, diglielo!

Digli che l'educazione non si impara dai libri, non si apprende dai manuali.

Diglielo nonno, diglielo!

Dì a quella testa di legno quant'è stata dura la vita da falegname. E che una piallata, alla sua testa, gliela daresti volentieri.

Diglielo nonno, diglielo!

Dì a quell'idiota del valore dell'amicizia, quella vera. Digli che mentre lui costruisce fattorie virtuali, tu realizzasti la tua casa, con sudore e dignità.

Diglielo nonno, diglielo!

Digli delle attese per il Carosello in bianco e nero e dei problemi anagrafici di Gigliola Cinquetti. Digli che un tempo, il grande fratello, era quello nato prima.

Dì a quello che in prossimità dell'incrocio sta provando a sorpassarti a destra, che prima o poi arriverà anche per lui il momento della terza: età o marcia unica del cambio.

Dei folli giri del motore, delle svolte interminabili e delle frizioni pesanti.

Diglielo nonno, diglielo!

Digli che anche la sua auto sarà fuori produzione e troverà un SUV pronto a giocarci a Pacman.

Digli che la pazienza è la virtù dei forti e che se ha così tanta fretta, poteva alzarsi prima.

Diglielo nonno, a quell'idiota che crede di sapere già tutto della vita.

Digli quant'è dura. Digli che tanto la fila, per parlare con Dio, la stiamo già facendo da tempo. 

Diglielo nonno, diglielo! Spiegagli come funziona.

Spiegagli tutto ciò che vuoi, ma ora spostati, accosta un secondo e lasciami passare che vado di fretta...

 

 

 

 

Giovedì 19 Settembre 2015 ore 15;23

A LUGLIO

Luglio, col bene che ti voglio, non immagini quanto abbia riflettuto prima di dirtelo. Per il sentimento che ci lega, non immagini quanto abbia meditato prima di prender penna e coraggio. Prima di dirti che Luglio, col bene che ti voglio, be', non credi che sia ora che te ne vada?

Non ti offendere, ma i patti erano chiari fin dal principio.

Trentuno giorni.

Poi dovevi lasciare il posto agli altri.

E invece no.

Ancora sei qua, hai convinto, dopo Agosto, pure Settembre con la storia della convivenza e del risparmio. E poi il subaffitto è illegale.

E basta con la scusa della crisi! Siete dodici e tutti uguali.

Lo so, lo so, non proprio tutti. Anche quest'anno Febbraio se n'è andato il ventotto per non pagare la sua quota. Marzo è impazzito quando ha dovuto saldare il conto delle rose rosse e del ballo in maschera.

“Ma tanto prima o poi lo becchiamo” ci hanno assicurato da Equitalia.

Anche Aprile ha ribadito: “Stavolta niente sorprese.”

Pare che la Kinder sia già sul piede di guerra.

Luglio, col bene che ti voglio, grazie per gli aperitivi in spiaggia, per i bagnanti e le bagnine. Grazie per i traghetti, le lunghe attese e i cocktail di gamberetti. Grazie per aver fatto esplodere la passione tra il Re Ketchup e la Regina Maionese, della dinastia dei McDonald's.

Grazie per i gelati affogati al cioccolato i tramonti affogati sul mare. Grazie per le tintarelle di luna e per le tintarelle color latte delattosato, che di questi tempi non si sa mai.

Luglio, col bene che ti voglio, grazie per le diete dell'ultim'ora e per le partenze last minute. Grazie per gli arrosti misti e le sagre di paese.

Grazie per gli amori fugaci, per i sogni sugli amati letti o nei letti degli amanti.

Luglio, col bene che ti voglio, grazie di tutto, ma noi adesso amma fatica'!

E ci capita di farlo anche all'aperto. E Luglio, all'aperto fa caldo. 

Maggio e Giugno sono in riunione coi figli dei fiori per proclamare lo stato d'emergenza.

Ti dico fin da ora che Ottobre e Novembre hanno già ricevuto diverse raccomandate dai santi in calendario. Hanno pagato l'ira di Dio per stamparci il proprio nome. Ma Luglio, se non voltiamo pagina, chi li rimborsa?

E poi Luglio, col bene che ti voglio, grazie per le mezze maniche, ma ora ci starebbe bene anche una felpa. Niente sciarpe e guanti, per carità, ma un brivido appena varcata la porta di casa, ce lo vuoi far provare o no?

Basta spiagge, pure Renato Zero s'è stancato e pare che Giusy Ferreri stia meditando di cambiare il titolo della sua canzone. 

Ci stai facendo venir voglia di telefonare a Gennaio! E poi Luglio, col bene che ti voglio, ricordati che a Dicembre nasce il figlio del Capo, lassù. Non fare scherzi. Non vorrai mica farci togliere pure le feste!

Luglio, col bene che ti voglio, grazie di tutto ma adesso noi ci vulimme congelàr...  

 

 

Giovedì 17 Settembre 2015 ore 22;15

ODE AI CORNUTI

 
Mi sono sempre chiesto quale sia la cosa che ci accomuni. 
L'appartenenza al genere umano è un “carattere” fin troppo generico.
È un concetto assai ampio. No, non ci siamo.
La routine potrebbe accomunare alcuni di noi ad altri. Il medesimo stile di vita, la stessa professione o l'identico stipendio.
Eppure dev'esserci dell'altro. Un dettaglio, un elemento caratterizzante; unico: le corna.
Sì, sono convinto che le corna accomunino tutti noi comuni mortali.
E che corna!
Tutti, e dico tutti, prima o poi, nella vita, ne riceviamo in dono un paio.
Dalla propria fidanzata il giorno del compleanno o dal proprio compagno la vigilia di Natale.
Cassano le donò all'arbitro Rosetti durante un Milan-Roma d'annata.
Dio le donò a capre, tori e buoi dopo che San Martino causò lo scandalo in Paradiso.
Riceviamo, ogni anno, tante di quelle corna che non sappiamo più dove riporle. Ne abbiamo le dispense piene, così come i guardaroba.
Ma guai ad uscirci in strada!
Le corna vanno tenute ben celate, lontane da sguardi indiscreti.
Il genere umano è alquanto riservato in tema di corna. Non andrebbe mai a mostrarle in giro.
Fra qualche anno, il sovraffollamento di tali protuberanze diverrà certamente un problema.
E noi, da buon genere umano che si rispetti, pigro e svogliato, invece di adoperarci per combatterlo, il problema, ci stiamo adeguando.
Studiandoci sopra al fine di migliorarlo e renderlo un'opportunità.
Pare che siano al vaglio nuovi prototipi di corna iper-tecnologiche.
Le cosiddette “corna hi-tech.”
Da indossare e mostrare con fierezza. Saranno telescopiche e con ricevitore digitale incorporato. Riusciranno a captare qualsiasi tipo di segnale, tranne la UEFA Champions League; per chi non lo sapesse, quella è un'esclusiva Mediaset Premium.
Con le corna potremo tagliare, infilzare, cavare tappi ed occhi. Un'apposita applicazione ci permetterà di effettuare chiamate. Apple pare stia già correndo ai ripari: insetticida sistemico a tutti i suoi meli.
Ci saranno corna psichedeliche e con le luminarie per il periodo natalizio.
I cornuti romantici già stanno sfregandosi le mani.
Avremo corna per tutte le stagioni. Si vocifera di corna "made in china" in arrivo dall'Oriente.
Finalmente sentirsi dare del “cornuto” sarà motivo d'orgoglio.
Con grande soddisfazione degli arbitri, e di Cassano.
 
È di pochi giorni fa la notizia dell'intrusione, da parte di hackers, in un importante sito dedicato agli incontri extra-coniugali e relativa diffusione dei dati sensibili. Ciò ha causato il decesso di numerosi iscritti, suicidati per non aver retto la vergogna.
Le cornute vedove, in lacrime artificiali, hanno disposto una “class action” nei confronti del sito incriminato.
La richiesta di risarcimento avanzata dovrebbe ammontare a centinaia di milioni di dollari.
“Horned yes, but mica sceme..” pare abbiano commentato.  

 

 

 

Martedì 15 Settembre 2015 ore 22;58

MIRACOLO

“Gentile Diego,
ho letto alcuni dei suoi racconti e le faccio sinceri complimenti.
Mi piace la sua scrittura e anche le ambientazioni originali.
Detto ciò, la “xxx” è una casa editrice che per storia e dimensioni raramente scopre giovani autori.
In genere la “xxx” acquista la seconda opera di un autore che pubblica con successo, da un editore medio piccolo, la sua prima opera.
MI permetto quindi il seguente consiglio: coltivi il suo talento, si relazioni con editori medio piccoli e chissà che il suo sogno non si avveri.” 
 
Questa che avete appena letto, è la risposta alla richiesta di valutazione della mia raccolta di racconti nonché primo, vero progetto editoriale.
Soltanto una cosa non mi torna.
Come fare a “pubblicare con successo” senza che ne venga concessa l'opportunità?
Sono oramai anni che mi pongo il quesito e anni che non trovo risposta.
Comunque basta piangersi addosso! 
Basta puntare il dito e vomitare sempre le solite e noiose accuse!
Nella vita una cosa è essenziale: il talento.
Mi pare ovvio ed evidente.
L'invidia, invidiosa dell'amore, si cavò gli occhi per non essere da meno. E così, dinanzi al successo altrui, diveniamo ciechi.
“Quello ce l'ha fatta perché conosce...”
“Quella c'è riuscita perché è la figlia di...”
“Quello conosce quell'altro, ecco perché...”
Basta scuse, invidiosi!
Tirate fuori il talento, se ne avete!
Così come hanno fatto loro: i politici, ad esempio, raccontando favole davanti ad un microfono e continuando attraverso un libro. 
O i cantanti. Pare che basti diventare “Amici” per pubblicare con la Mondadori.
Ci vuole coraggio per cantare, per fare politica o scrivere un libro.
Lo stesso coraggio che occorre per leggerlo, quel libro.
Forse servirebbe un miracolo: per smuovere le coscienze.
O forse basterebbe un'occasione: magari vera e autentica. Tenetevi voi le loro pagine intrise d'omertoso inchiostro, le loro copertine coi faccioni modificati.
Tenetevi voi le loro cazzate che io ne ho abbastanza delle mie.
Tenetevi i loro cognomi importanti, le loro buone amicizie e i loro abiti firmati.
E fantasticate sulle loro banali idee.
Cercano la gloria, signori. Continuate a dargliela.
C'è chi, come me, s'accontenterebbe di un'opportunità..
Spero non occorra un miracolo, mi dicono, lassù, che da tempo sono fuori produzione...
 
“I grandi momenti derivano da grandi opportunità. E questo è quello che avrete stasera ragazzi. Questo è quello che avete meritato: una partita.
Se ne giocassimo dieci, loro ne vincerebbero nove, ma non questa partita. Non stasera. 
Il loro momento è passato, è finito...questo è il vostro momento!”
(cit. Miracle)

 

 

 

Martedì 15 Settembre 2015 ore 12;40

A TUTTE LE MARIONETTE D'ITALIA

È da tempo che mi pongo questa domanda: “Ma i fili dove stanno?”
Fu Pinocchio l'ultimo a nutrirmi del dubbio sull'esistenza o meno delle marionette senza fili.
Avanti, su, tirateli fuori!
Cosa c'è di male ad ammetterlo?
Così come si nasce veri si può nascere finti
Marionette, appunto.
Allora, questi fili?
Non è mica vergogna, mostrarli. Sarebbe come avere il timore di chiedere il resto ad una candida meretrice. Se la coscienza concede il nullaosta per edificare una così turpe intenzione, è da vigliacchi ritrattare all'ultimo momento.
Già, forse capisco.
Non avete il tempo di mostrarli, i fili.
Certo.
Troppe boiate da vedere in TV. Troppe insulse esclusive e troppi finti servizi da seguire. Troppe cosce da ammirare e seni su cui fantasticare nelle più catodiche delle perversioni.
Ma non vi danno fastidio, di giorno?
Uno studio fatto da qualche Università straniera, ha riconosciuto l'abilità del cervello nel considerare lo spazzolino da denti come la proiezione della nostra stessa mano.
Forse accade lo stesso con i fili.
Altrimenti non mi spiego come facciate a non disfarvene nemmeno per mangiare. O discutere.
Coi fili, voi, ci fate tutto.
Ci andate a votare, scrivete libri o articoli sui quotidiani. Coi fili, voi, ce li leggete pure, i libri.
Vi ci cucite i vestiti per andare la domenica in chiesa.
Vi ho visti io, su, non mentite!
Non vorrete mica offendere Pinocchio!
Coi fili, voi, ci create le mode. Vi ci scambiate i doni a Natale e qualcuno, udite-udite, riesce pure a svilupparci un pensiero.
“Sconosciuta materia...”
 Ma nemmeno di notte avvertite fastidi?
Come fate a dormire? Non sentite mai l'improvvisa voglia di strapparveli di dosso?
Magari farà male, ma almeno ne uscirà un grido di verità. Finalmente.
Basta scambiare i cervelli per abat jour, non riponeteli sul comodino. E poi non so quanti si accenderebbero. 
Comunque grazie a tutte le marionette d'Italia che sono uno spettacolo! Per gli occhi e per il cuore.
La mente lasciamola da parte.
Non avete capito?
Un attimo soltanto, sbroglio i miei, di fili, e scendo dal palco per spiegarvelo meglio...

 

 

 

Domenica 6 Settembre 2015 ore 11;23

ANDIAMO PER GRADI

E' la rivincita dei miopi.
Basta con l'appellativo "quattrocchi". Non fate più ridere. Anzi, è dai tempi del puffo occhialuto che non funziona più. Siete scontati, banali.
Il termine è oramai in disuso.
O meglio, lo era.
Ora pare sia diventato sacro.
"Il Papa è andato dall'ottico per cambiarsi le lenti..."
Prima l'ottico era un po' come il dentista: personaggio crudele e misterioso. Tra le frasi più fastidiose di sempre, possiamo senza dubbio annoverare: "Ha bisogno di un paio di occhiali..."
"Per vedere, da vicino, la vecchiaia..."
Ma guarda tu, appunto.
Andare dall'ottico era un problema.
"Ha visto Gino con gli occhiali?"
"Sì, poverino. Chissà che gli sarà successo..."
Da questo momento indossare un paio di occhiali sarà un onore.
Miopi, astigmatici, siate liberi di essere, finalmente!
"In fundus - dice la mia oculista - non c'è mica nulla di male..."
Nel frattempo, nei vari talk show televisivi, si sono aperte le scommesse relative all'evento.
"Quanti gradi mancheranno a Sua Santità?" 
Quesito simile a quello sui chilogrammi delle mortadelle giganti negli ipermercati. Se indovini ti porti a casa l'intero suino, imbalsamato.
Non oso pensare a quale sarà il premio nell'altro, santo, caso. E comunque riuscirci sarebbe un autentico miracolo.
Nei vari salotti delle scosciate televisive (ogni riferimento ai suini, qui, è puramente casuale), ci si chiede anche quale sarà il prossimo cliente che entrerà nel negozio di Via del Babuino.
"O mio Dio..."
Pare che Dio abbia già rinunciato alla sua candidatura per motivi di ordine pubblico. Pietro, l'autista, sembra abbia prontamente richiuso i cancelli con doppia mandata, piuttosto scocciato.
Il diavolo che veste Prada, invece, un salto da Luxottica ce lo farebbe volentieri.
Resta il fatto che non eravamo abituati a scene del genere. Il Papa che gira in utilitaria l'avevo sentito, l'ultima volta, in una barzelletta.
Concludo con un aneddoto.
Anche io guido un'utilitaria. E quando il mio anziano zio, Francesco, mi ha chiesto di accompagnarlo dall'ottico, non ho potuto tirarmi indietro.
Così, in prossimità del negozio, ho posteggiato l'auto e aiutato mio zio, con lievi problemi deambulatori, a scendere.
La titolare del negozio, scambiandomi per un autista, ha chiesto: "Ma non sarà mica..."
"Francesco!" ho esclamato, anticipandola.
Alla donna è preso un colpo. Si è accasciata a terra dall'emozione.
"Nemmeno a vent'anni facevo questo effetto alle donne..." ha sussurrato mio zio, rinvigorito.
Per fortuna nulla di grave, a parte il fatto d'esser stato costretto a virare sul negozio all'angolo, ma stavolta ho fatto guidare mio zio.
Capita anche questo.
E comunque viva la semplicità, viva l'umiltà. Viva gli occhiali del Papa.
Sperando che non sia stata una semplice montatura...

 

 

 

Venerdì 4 Settembre 2015 ore 21;33

CASA DOLCE CASA

Non sto più nella pelle!
Attendevo da mesi questa notizia ed ora è finalmente arrivata!
"Astinenza da frequenza..."
A breve, brevissimo, comincerà la nuova edizione de Il Grande Fratello!
"Non posso crederci!"
La casa più spiata d'Italia (ri) aprirà i battenti. Ore ed ore di diretta esclusiva sui disagi quotidiani dei concorrenti. Sulle loro problematiche di vita, televisiva. H24 sui loro gusti e disgusti, sul loro modo di dormire e digerire.
"Come se fossero diversi da quelli di chiunque altro..."
"Ma scherzi? Quelli stanno al Grande Fratello! Mica come noi - mi si dice - quelli sono famosi..."
"Grande Fratello..."
"Grande, fratello!" esclama sempre l'addetto ai carrelli della spesa del mio supermercato di fiducia.
Magari crede che sia, anch'io, famoso.
I più maliziosi mi suggeriscono che lo faccia solo per avere un euro; punti di vista.
Comunuqe la notizia è anche questa: al Grande Fratello si parteciperà a coppie. Si potrà varcare l'ambita porta solo ed esclusivamente in compagnia di un amico-conoscente-parente-animale.
"Mamma, che gioia!"
Penso ai miei amici e mi emoziono. Finalmente la televisione che fa qualcosa di buono e giusto.
Niente più spazzatura, basta con la tv differenziata bensì differente.
Penso al mio amico Luca, operaio di cinquant'anni che da tre ha perso il lavoro ed è costretto ad elemosinare un pasto caldo ogni due giorni ed una doccia di tanto in tanto.
Penso al mio amico Marco, (ex) imprenditore, che a causa della crisi economica ha dovuto, progressivamente, chiudere la sua attività e tutti i suoi sogni.
Anche lui alla folle ricerca di un pasto caldo (ma anche freddo va bene) e di una dimora abbandonata e abbastanza fatiscente dove (non) dormire.
Penso ai miei amici e agli amici dei miei amici che, finalmente, avranno un tetto e il tepore di una casa per affrontare l'autunno che verrà.
"E che casa..."
Cosa? Nessuno di loro potrà entrare nella casa più famosa d'Italia?
Il loro posto sarà preso dai concorrenti vip a partire da Dicembre?
Su, non scherzate! E chi glielo dice a Marco e Luca, adesso?
I maliziosi mi suggeriscono che sia una questione di ascolti: roba seria.
"E la gente onesta, chi l'ascolta?" mi domando.
Pare che sia più interessante sentire il ronfo notturno di un vip corrotto che restituire la dignità ad un lavoratore vero.
"Grande, fratello!" continua a dirmi l'addetto ai carrelli.
"Lascia perdere, amico mio - gli rispondo - meglio non confondersi con certe cos, ehm, case..."

  

 

 

Martedì 25 Agosto 2015 ore 18;27

RIDATECI LA MAGLIA

3 Agosto 2015, Trigoria.
Giunsi puntuale e per caso. Non dovevo essere lì, forse era stato il richiamo.
Di cosa? D'amore.
“Tu chiamale se vuoi, emozioni...”
Per un autografo, uno scatto. Un saluto.
Il cancello del centro sportivo lasciava passare macchine lussuose e sguardi indiscreti.
Niente tifosi.
“Io non posso entrare...”
Qualcuno entrava. Aveva il lasciapassare, la cilindrata giusta.
Uscì il capitano. 
“No, non può essere lui. Ti pare che lo becco al primo colpo?”
“No, no, non è Francesco...”
E invece era proprio lui. Ci misi qualche istante di troppo a riconoscerlo, i vetri oscurati filtravano a malapena la sua magnificenza.
Bastava un autografo, uno scatto. Un saluto. Doveva aver sentito solo l'ultima parte.
“France', France', solo un secondo!” gridai in cerca di attenzioni.
Lui si voltò, mi vide e forse ebbe paura. Mi fece cenno di attendere solo mezza carreggiata. Una semplice corsia. Avrebbe fermato l'auto lì, a pochi metri.
“Ma certo, Capitano...”
Lo raggiunsi, ma lui accelerò. Via.
“Ma...Capitano...”
Mi sfilai la fascia immaginaria dal braccio sinistro e gliela lanciai con impeto. Era la stessa che indossavo assieme a lui ogni domenica.
“Non la voglio più...”
Poi giunse l'allenatore, all'improvviso.
“Mister, mister, un autografo!” implorai.
Niente.
Lui varcò i cancelli e posteggiò la sua auto. Poi scese.
“Mister, mister, un saluto!” gli chiesi.
E lui salutò, un anziano inserviente.
Anni di onorato servizio, sia chiaro. Ma i miei anni di onorato servizio, invece?
Restai solo. Il resto fu sole e cocente delusione. 
Man mano giunsero altri tifosi, come me.
“Voi non potete entrare...”
Una bimba attendeva il resto della squadra con un quaderno e un pennarello in mano. 
“Eccoli, arrivano!” 
Sembravano ad un gran premio. Facevano a gara per chi superava prima il cancello del Fulvio Bernardini.
“Fu', ti ci voleva una bandiera a scacchi...”
Forse avevano paura di perdere il posto. Neanche fossero allo stadio, neanche fossero tifosi, loro.
Allora mi fermai a riflettere. E continuo a farlo tuttora. 
Ma chi vi credete di essere?
Giocate a calcio, ma lo fanno anche i bambini. E poi ho visto come giocate. Senza idee, senza voglia. Senza passione.
“Cosa?”
Mi bastava un autografo, uno scatto. Un saluto. Ma dopo Verona no, non più. Ora rivoglio la maglia. È la mia, la nostra. Di tutti quelli che non sono potuti entrare. Quella maglia è di tutti quegli scemi che intonano cori la domenica allo stadio. O che li cantano, bisbigliando, a memoria sul divano di casa. Con la stessa voglia e le stesse emozioni.
Vi vantate di aver messo la chiesa al centro del villaggio. Preoccupatevi di mettere il cuore al centro del campo.
Perché non può essere solo un lavoro.
Vi lamentate dopo aver firmato contratti ultra milionari. Dopo aver rinunciato ad una manciata di bonus. Chiedete tempo per ambientarvi. Nella vita nessun datore di lavoro concede più di qualche giorno. Se lo trovi, un lavoro, ma tanto non lo trovi, o impari in fretta o sei messo dinanzi alla porta.
Voi neanche lì, riuscite a metterla dentro. E allora, la porta, usatela per uscire.
E andatevene il più lontano possibile.
Ma prima ridateci la maglia. 
Ridateci la maglia prestata. Quella che vi abbiamo donato affinché la onoraste. Sporcandola d'erba e dignità.
Basta giocare coi nostri valori. Giocate a pallone, piuttosto.
Ma prima ridateci la maglia, restituiteci la pelle: la nostra, con le mezze maniche, i pantaloni corti e un lupo che ci strappa a morsi il petto.
Poi scendete pure in campo, soli e seminudi. A contarvi gli addominali, tanto la palestra è inclusa.
Ridateci la maglia perché tra poco giungerà l'inverno. E farà freddo.
Tanto voi starete caldi coi maglioncini in cashmere.
A noi, tolta la pelle, restano le ossa.
E lo grido sottovoce, per non farmi sentire. Perché da scemo quale sono, nonostante tutto, arriverà sempre una domenica, con in dono una passione.
Con indosso due colori ed una convinzione: “Roma mia, su questa maglia giuro amore, passione e fedeltà”.
Ma non preoccupatevi, non pretendo comprensione, da voi. Solo la maglia, quella sì.
Forza Roma, sempre.

 

 

Lunedì 10 Agosto 2015 ore 18;51

ANTICIPAZIONI (Parte Terza)

Ci eravamo lasciati con la “parte seconda”. Ebbene sì, so contare.
Fino a dieci so arrivarci, pertanto aspettatevi anche la parte quarta, quinta, sesta ecc.
Ci eravamo lasciati anche con la stesura definitiva del mio ultimo lavoro. E la perdita del file per colpa di un dispositivo malandato. 
Fortunatamente un genio della tecnologia è riuscito a recuperare l'ultimo salvataggio ed ho potuto così riabbracciare il mio racconto.
Che emozione poterlo stropicciare tutto! E lui che temeva gli rovinassi la sintassi.
Neanche fosse la Divina Commedia!
Bomba lanciata: Diego Fois sta per tornare con un nuovo libro! Rigorosamente auto-pubblicato. 
È così che funziona, per quelli come me. 
Noi eterni illusi ci accontentiamo di avere ancora il titolo di dimensioni maggiori rispetto al nome.
Quelli bravi prediligono invece l'opposto; valli a capire. Come se la gente acquistasse i libri in base al faccione stampato sopra.
O no?
Conto di avere la bozza finale entro questo mese. Poi potrò dedicarmi allo scatto di copertina.
E che copertina!
Giusta per scaldare i freschi animi settembrini.
Preparatevi, torno in pista. A dire il vero non mi sono mai ritirato, ma tra il marasma generale si faticava a notarmi, forse.
E a tutti quelli che hanno etichettato “Il segreto della luna” un libro per bambini, dico che non hanno più scuse. Il prossimo non sarà un libro per bambini, toccherà un livello più basso così da poter essere letto anche da voi grandi.
Contenti, no?
Io attendo con trepidazione ciò che sicuramente non leggeranno in molti. Ma poco importa.
“Meglio pochi, ma buoni” diceva il falsario.
E così sia.
Preparatevi, sto tornando...

 

 

 

Lunedì 10 Agosto 2015 ore 12;48

CINQUANTA SFUMATURE DI...

Se avete letto Cinquanta sfumature di... allora smettete di leggere questo articolo.
Non fa per voi.
Queste poche righe sono dedicate a gente differente. Che sia migliore o peggiore, ma comunque differente.
Tempo fa qualcuno mi consigliò di scrivere libri erotici per ottenere consensi e tentare, finalmente, la scalata al successo.
Fu il giorno più brutto della mia vita.
Piuttosto che scrivere ciò che discutibili personaggi attendono con ansia di leggere, avrei smesso di sporcare i fogli bianchi di inchiostro.
Madre Natura mi avrebbe riconosciuto come figlio legittimo.
Questa è la cinquantunesima sfumatura. Non è grigia, rossa o nera. È però incazzata. 
Con chi?
Con tutti quelli che hanno smesso di leggere queste quattro righe senza senso. Con quelli che seguono il branco e si lasciano guidare. Con quelli che chiedono lumi sulla destinazione soltanto dopo esserci arrivati. 
Con quelli che si adattano perché è così che funziona.
Be', probabilmente funziona male.
È da settimane che ricevo la classifica dei libri più venduti e resto puntualmente sorpreso dalla mancanza di sorprese.
Leader indiscusso è Grey. Dicono che sia la stessa sfumatura vista dagli occhi di lui. E pensare che fino a poco tempo fa, Grey, era soltanto uno smacchiatore.
Sporco mondo.
Comunque, considerando il successo, si mormora che ci sia già la coda per proporre punti di vista differenti della medesima storia. Con il cane e il gatto in prima fila.
Al peggio non c'è mai fine.
Fortunatamente posso consolarmi con le mie, di vendite.
No, tranquilli, non sono sceso a compromessi. Non si tratta di un libro erotico. 
La mia raccolta di racconti Questo folle, folle mondo ha stabilito, nel Luglio scorso, un nuovo e inimmaginabile record.
Due copie vendute negli stessi trenta giorni. Stento ancora a crederci! Ed invece è pura realtà.
Sono tentato di scrivere la medesima raccolta, ma dalla prospettiva dei familiari, stretti, dei miei personaggi.
Dicono che funzioni. 
Vi terrò comunque aggiornati...

 

 

 

Lunedì 10 Agosto 2015 ore 12;11

CURRICULUM VITAE

(inviato ad una testata giornalistica on-line in cerca di collaboratori anche alla prima esperienza)
 
Egregia redazione,
già tempo fa appresi del vostro annuncio inerente possibili collaborazioni. In quell'occasione mi frenai in quanto non rientravo nei parametri relativi all'età da voi scelti.
Ora scelgo di tentare ugualmente.
Spero mi perdoniate per il tempo che vi sto rubando da fuori quota, ma a 29 anni non si può scegliere di non credere più nei sogni.
Così, da moderno Robin Hood, ruberò qualche anno per poter essere preso in considerazione.
Nel vostro annuncio si richiedono anche curiosità, creatività e flessibilità; non potevo restare inerme. Non me lo sarei mai perdonato.
Chi sono?
Un aiutante giardiniere che non ha problemi nello sporcarsi le mani, che sia terra od inchiostro. La mia folle passione per la scrittura non smette un attimo di cercarmi e spesso ci ritroviamo, nel cuore della notte, a giocarci la vita a carte.
Ultimamente prende parte al tavolo anche la realtà ed ha sempre le mani migliori.
Dall'articolo pubblicato sul vostro sito si richiede un curriculum vitae. Ora non so a voi, ma a me i curricula non hanno mai entusiasmato. Sono precisi, spocchiosi e non ammettono errori. Somigliano alla matematica e quindi non lasciano spazio alla fantasia. E tantomeno ai sogni.
Sono nato, sì. Ho intrapreso, ahimè, studi tecnici e sono vissuto abbastanza per capire che la vita è una soltanto e che ogni situazione va sfruttata in modo lecito, ma celere.
Durante questo cammino ho conosciuto molti personaggi che ho, prontamente, fissato su carta per non correre il rischio di farli divenire semplici ricordi.
Ne sono nati tre piccoli libri ed il quarto è in prossimità del nono mese.
Amo la Roma da sempre e il pensiero di poter conciliare queste due immense passioni mi stravolge l'animo. Non ho mai avuto esperienze in ambito redazionale, ma so potare arbusti e piante di vario genere. In fondo la cellulosa giunge da lì e il collegamento non è poi così
azzardato come potrebbe sembrare, no?
Sarò pertanto lieto di soddisfare ogni vostra ulteriore curiosità e spero che questa intrusione non vi abbia indispettito.
Faccio il tifo per la meritocrazia anche se non vince mai. Odio le raccomandazioni, per questo ho evitato di dirvi che mi manda Peter Pan. È stato lui a consigliarmi di tentare nonostante il vincolo d'età. In Italia vincoli e svincoli non sono poi tanto presi in considerazione. E poi, a suo dire, gli anni sono piuttosto relativi. Mica come la matematica!
Almeno fino a quando anche i sogni cominceranno ad invecchiare.
Grazie di cuore per l'attenzione e a presto, se vorrete.
Diego Fois

 

 

 

Mercoledì 15 Luglio 2015 ore 20;54

STRANA LA GENTE

Strana la gente. Cinque minuti di televisione e tutti, improvvisamente, si ricordano di te.

Desiderosi delle parole di chi non ha nulla da raccontare.

Cinque minuti di televisione e si diventa, improvvisamente, fascinosi e saggi.

Strana la gente.

Pupazzi di abili manovratori di speranze; capaci di convogliare sogni e necessità nell'infinito binario dell'ipocrisia.

Strana la gente.

Attratti più dalla carta che dall'inchiostro. Convinti che il mezzo televisivo faccia scalo in Paradiso.

Strana la gente.

Tre libri auto-pubblicati avrebbero molto da raccontare e condividere. Ma resteranno senza voce come chi, con la gola dolente, avrà urlato il proprio amore al controllore di turno.

Fermo alla stazione soltanto per strappare il biglietto.

E così a chi chiede com'è la televisione, rettangolare e a colori rispondo.

Di cosa parlano i tuoi racconti, invece, nessuno me lo chiede mai.

Strana la gente...

 

 

Mercoledì 15 Luglio 2015 ore 12;29

ANTICIPAZIONI (Parte Seconda)

Il mio ultimo racconto è finito. Terminato.
Se ho concluso di scriverlo? No, cioè sì. Forse. 
In realtà mancava davvero poco all'epilogo. Poi, improvvisamente, il dispositivo su cui l'avevo salvato ha smesso di funzionare. Forse stanco di nascondere quelle scomode verità. Resta il fatto che tutto il materiale è andato perso. Chissà in quali meandri di circuiti elettronici si sarà rifugiato. Magari in qualche chip con la tassazione agevolata. 
La rabbia è passata. L'oscuramento non ancora. Sono tre giorni che rifletto al buio sugli errori commessi. 
Rimozione sicura del dispositivo. Ero convinto d'aver eseguito la procedura nei giusti modi.
Evidentemente no.
Pazienza. Ma resta ancora una speranza, maledetta. Non la dico a voce alta perché ho paura che la sfortuna senta e decida di rimanere ed invitare nuovamente la rabbia in questo folle soggiorno.
Forse era un racconto troppo scomodo da leggere. Che lo fosse da scrivere me ne ero già accorto dalla prima pagina. Prologo di un qualcosa che speravo si evolvesse diversamente.
Non sarebbe stata la solita storia. Sinceramente nessuno dei miei racconti lo è. O dovrebbe esserlo. Anche se qualcuno ha provato a farli passare per tali.
Un libro per bambini si diceva. Come se questo fosse un difetto. Talmente critici da consegnare un'etichetta discriminatoria alle emozioni.
Maledetti sogni razzisti.
Definite anche “Il Piccolo Principe” un libro per bambini, vero? Credo di averlo letto almeno una decina di volte. E so già che la prossima sarà quella in cui mi emozionerò di più. Come non vederle, le emozioni?
Ma in fondo l'essenziale è invisibile agli occhi
Perdonali piccolo Principe, perdonali.

 

 

Venerdì 3 Luglio 2015 ore 15;11

ANTICIPAZIONI (Parte Prima)

In uscita la quarta auto-pubblicazione. Un tempo l'avrei chiamato libro. Ora non più.

I libri li scrivono quelli bravi, quelli capaci di presenziare nei salotti della televisione. Quelli delle appartenenze politiche ancor prima di quelle ideologiche.

I libri li scrivono quelli che amano definirsi scrittori. Io sono soltanto un aiutante giardiniere che scrive per passione. Una persona prima di un personaggio.

A quelli come me non conviene scrivere libri. Non ci guadagna niente e ci si incazza (eufemismo) soltanto. Poi ci sarebbe l'obbligo di un editor capace di stravolgerne il contenuto per soddisfare le necessità, momentanee, della gente.

Io appartengo alla classe sociale dei sognatori, degli eterni illusi. Nella sotto-categoria degli onesti. Mi domando se agli onesti convenga ancora scrivere libri.

Resta il fatto che, nonostante tutto, non riesca a smettere di farlo. Di raccontarmi e raccontare. Di passare notti insonni coi miei folli personaggi.

A breve auto-pubblicherò il mio quarto racconto. Sì, preferisco definirlo così. E ne sarò l'editor, il grafico e il tipografo.

E certamente, il fiero autore.

Tranquilli, nessuna pubblicità vi sparerà dritto negli occhi la copertina. Nessun giornale gli dedicherà articoli o recensioni.

Quello capita agli scrittori, di certo non agli aiutanti giardinieri. C'è differenza tra una penna ed un tosasiepi.

Io posso garantirvelo. E loro?

 

 

 

 

Venerdì 3 Luglio 2015 ore 10;48

SECONDA REFERENZA BANCARIA

 

Dove sarai, referenza mia? Senza di te, mi butto via...

Non è proprio questo il testo della canzone di Ramazzotti, ma ci sta.

Fino allo scorso anno, la stazione appaltante che rilevava l'insussistenza della documentazione di gara, ai fini della procedura, da parte della ditta partecipante, aveva lo pseudo obbligo di escluderla dal concorrere.

Ora, invece, vi è l'ammissione con riserva. E sanzione.

Sì, perché in base all'art. 46 del D.Lgs. 163/2006, comma 1-ter: “...a ogni ipotesi di mancanza, incompletezza, o irregolarità degli elementi e delle dichiarazioni...” è prevista una sanzione pecuniaria calcolata in una percentuale sulla base d'asta.

In pratica, la ditta che dimentica o fornisce un certificato incompleto viene esclusa dalla procedura di gara, salvo rientrare, magicamente, al pagamento della sanzione e all'integrazione della documentazione mancante o incompleta, solitamente entro 8-10 dal ricevimento della notifica.

Da altre parti cambierebbero il vocabolo sanzione con quello di tangente.

Ed ora entra in scena la seconda referenza bancaria.

Sempre sulla base dell'oramai noto articolo 46, “...la dimostrazione della capacità finanziaria ed economica delle imprese concorrenti può essere fornita mediante...dichiarazione di almeno due Istituti bancari...bilanci o estratti di bilanci dell'Impresa...” e/o autocertificazione inerente il fatturato globale dell'Impresa degli ultimi tre esercizi.

Inoltre la legge specifica che: “...se il concorrente non è in grado, per giustificati motivi, di presentare le referenze richieste, può provare la propria capacità economica e finanziaria mediante qualsiasi altro documento considerato idoneo dalla stazione appaltante.”

La stazione appaltante in oggetto, di cui non farò il nome (per ora), considerava idonea la documentazione inerente i bilanci dell'ultimo triennio della ditta.

Capita allora di assistere alla fattispecie di una piccola azienda che opera, giustamente, con un solo Istituto di credito e presenta, ovviamente, una sola referenza bancaria, corredata, come previsto dalla legge, dai bilanci dell'azienda e autocertificazione sul fatturato globale.

Sapete come l'ha presa la stazione appaltante?

La mancanza della seconda referenza bancaria ha portato la stazione appaltante a notificare una sanzione pecuniaria pari a circa quattrocento euro, con la seguente giustificazione: “...il fatto di operare con un solo Istituto di credito non è ritenuto un giustificato motivo in quanto qualsiasi banca, alla visione della necessaria documentazione, è tenuta a rilasciare idonee referenze...”.

E qua, scappano i primi sorrisi. O le prime lacrime.

Sì, perché la sanzione va pagata a prescindere ed è corredata dal serio rischio di vedersi comunque escludere dalla procedura di gara.

Capita quindi di assistere alla scena in cui il piccolo imprenditore che, nelle generalizzata crisi di risorse, idee e teste buone al governo, si fa carico di un esborso non indifferente nel tentativo di lavorare e si prodiga nella ricerca di un istituto bancario che gli fornisca la necessaria referenza mancante; ricerca peraltro facile, secondo la stazione appaltante.

Ma la realtà, come spesso accade, è un'altra.

E capita allora di vedere un direttore di banca pronto a fornire le suddette referenze previa apertura di un conto corrente con il proprio Istituto, con relativo versamento (a scopo precauzionale) di almeno diecimila euro.

Stiamo scherzando?

No, purtroppo no.

Capita anche di vedere il piccolo imprenditore nelle vesti di avvocato-ricercatore-legislatore al fine, unico, di tutelare i propri diritti.

E allora vengono alla luce dettagli rassicuranti (almeno inizialmente), quali:

- una modifica introdotta dal D.Lgs. 11 Settembre 2008, n° 152, mediante la quale si conferma che “...la dimostrazione della capacità economico finanziaria delle imprese concorrenti può essere fornita...” con le suddette referenze bancarie o bilanci dell'impresa o autocertificazione sul fatturato globale dell'Impresa;

- una recente sentenza del Consiglio di Stato (V°, 9 Marzo 2015 n° 1168) che chiarisce che con l'espressione di idonee referenze bancarie ci si deve riferire alla dimostrazione dei rapporti che il concorrente trattiene con il sistema bancario e più specificatamente “...la correttezza e puntualità nell'adempimento degli impegni assunti con l'Istituto...”. Si evince chiaramente la necessità di un rapporto protratto nel tempo, al fine di fornire un'idonea referenza. Pertanto la leggenda che tutte le banche debbano/possano fornirla, resta tale;

- una sentenza del TAR n° 331 del 23 Marzo 2015, secondo la quale si considerano giustificati motivi quelli di intrattenimento di rapporti professionali con un unico Istituto bancario, riconoscendo l'oggettiva impossibilità di produrre due referenze bancarie da parte della ditta concorrente in tale situazione di specie.

In conclusione, il legislatore ha previsto l'introduzione dell'art. 46 (Codice degli Appalti) e quindi del principio di ammissione con riserva, per incentivare le aziende a partecipare alle gare di appalto. I requisiti per comprovare la capacità economico-finanziaria della propria azienda non sono da considerarsi rigidi, ma prevedono un certo temperamento. Ne è prova la possibilità di fornire almeno tre tipologie di documentazioni.

Il problema è che con tale giochetto (delle referenze e relative delle sanzioni), le stazioni appaltanti si assicurano forti liquidità, coprendo con ampio margine le spese (?) sostenute per la preparazione della procedura di gara.

Provate a pensare al numero di aziende che avranno difficoltà nel produrre due referenze bancarie (peraltro non obbligatorie) o che “dimenticheranno” o invieranno anche solo un documento incompleto. Provate ora ad immaginare gli importi delle sanzioni aumentando gli importi delle basi d'asta fino a centinaia di migliaia di euro.

Sono cifre impressionanti.

E dove vanno a finire? Che ce lo dica il legislatore a questo punto.

Volete sapere com'è finita la storia del piccolo imprenditore?

Ovviamente è stato escluso dalla procedura di gara per la mancanza della seconda referenza bancaria.

Partito ambizioso e voglioso di lavorare, si è ritrovato senza il lavoro e con quattrocento euro di meno nelle tasche già semi vuote. Soldi che avrebbe potuto destinare all'acquisto di attrezzature o al ri-acquisto sulla propria dignità. Magari con un week-end al mare.

E invece nemmeno quello. Perché il piccolo imprenditore non è altro che un piccolo lavoratore che investe in sacrifici e speranza; convinto che le cose, in questo paese, possano davvero cambiare.

Maledetto illuso...

 

 

 

Martedì 16 Giugno 2015 ore 18;18

PREMESSA

Finalmente è giunto il momento tanto atteso: il mio blog è on-line!
Forse.
Sì. perché in realtà lo era da tempo. Si chiamava "sito internet" e interessava a pochi. Non mi aspetto certo che cambiandogli il nome susciterò l'interesse di molti, ma un tentativo va fatto. Ho deciso quindi di iniziare a raccontare chi sono e cosa faccio. E soprattutto cosa spero di poter fare. Magari un giorno, chissà.
Nell'attesa mi limiterò a condividere le mie emozioni e le mie idee. Senza alcuna presunzione; spinto soltanto da un'irrefrenabile passione per la scrittura e la fantasia. Avevo pensato di fare una sorta di riassunto cronologico di tutto ciò che in passato mi ha riguardato. Ma non si tratta di un diario e ancor meno di un libro di storia. Pertanto scriverò in base alle sensazioni del momento. Tentando di incontrare, in voi, le medesime emozioni che mi hanno spinto a farlo.
Comincerò da una lettera particolare. Una lettera scritta con l'intenzione di farmi conoscere e far conoscere l'unica cosa che sento di poter fare: raccontare emozioni attraverso l'inchiostro. Ometterò soltanto il destinatario, lasciando intatto il contenuto. Purtroppo l'esito, vi anticipo, non è stato quello che speravo. Ma si sa, il mondo è questo. A volte fa schifo e a volte lo fa ancora di più. Ma non per questo mi fermerò qui.
Buona lettura e buoni sogni...
 
 

 

 

Martedì 16 Giugno ore 18;35

LETTERA AD UN SOGNO...

 

Egregio signor ...,

spero davvero che in questo momento ciò che ho scritto sia tra le sue mani.

 

Mi perdoni, ma non sapevo come altro fare.

E non si tratta di discriminazione, semplicemente di sogni.

Trovo molta difficoltà nel parlarle di me anche se scrivere è la cosa che più mi piace fare.

Perché?

Perché è il modo più discreto che conosco per raccontare il mio mondo. Ho pertanto evitato di inviarle una mail, avrà così modo di sentirle, le mie emozioni.

Chi sono io?

Un semplice ragazzo con una folle passione per la fantasia.

Un ragazzo di 29 anni che per vivere fa l'aiutante giardiniere.

Un semplice ragazzo che non riesce a smettere di credere nei sogni, ma non creda che sia un illuso, la prego.

So cos'è il sacrificio, conosco il duro lavoro. Sono a contatto con la natura; la vivo costantemente. Non ho paura di sporcarmi le mani e mai l'avrò.

Le scrivo perché ciò che ho dentro è qualcosa di troppo forte da poter controllare. Non immagina quante di quelle volte ho tentato di lasciarmi alle spalle tutto quanto, ma era inutile.

Questa passione fa parte di me. E credo che lo faccia da sempre.

Mi trascina, mi vive. La sento battere.

È la stessa che mi fa correre all'impazzata alla ricerca di un foglio su cui scrivere l'idea di un personaggio o di una storia da narrare.

Io vivo per quelle storie.

Quando scrivo ho la possibilità di entrare nel mio mondo.

Ed è proprio lì che inizia la magia.

È lì che riesco a creare, a descrivere ciò che mi circonda.

Sa di quale magia sto parlando, vero?

Sono proprio quelli gli attimi in cui avverto l'esigenza di raccontarmi e raccontare. Pensieri, parole. Sogni.

Sto scrivendo a lei perché so che può capire cosa sto cercando di dirle. Non la conosco e non amo essere invadente, mi creda.

Ho però avuto modo di leggere ogni sua intervista e di carpirne gli elementi essenziali, quelli che non saltano agli occhi di tutti. Gli stessi che permettono ad un uomo di essere un uomo differente.

Parlo dell'umiltà, del ritorno alle origini. Della voglia di verde e di paesaggi.

Parlo di onestà e semplicità.

Parlo di speranza nell'esistenza dei sogni e di chi, potendo, sappia quantomeno ascoltarli.

So cosa si vive con un folle sogno in testa: è il caos dell'anima.

È quando un foglio bianco non basta più per contenere ciò che vorremmo raccontare.

Quando ci si sente vivi. Ed elettrizzati nell'esserlo.

Scrivo perché mi fa stare bene. Lo faccio per me stesso. Certo, incontrare le medesime emozioni nella gente è qualcosa di speciale.

Per certi versi unico.

Considero la scrittura lo strumento più intimo che esista.

 

Circa 4 anni fa, ho avuto la fortuna e l'onore di (auto) pubblicare la mia prima raccolta di racconti dal titolo Questo folle, folle mondo.

All'interno del plico ne troverà un estratto, giusto per avere un'idea di ciò di cui le sto parlando.

Qualche tempo dopo l'uscita del libro, i miei genitori mi segnalano una sua intervista in cui, tra le tante cose, chiede ai giovani di farsi avanti e proporre le proprie idee.

Ho voluto tentare anch'io.

E così ho inviato una mail ad uno dei contatti presenti nel sito; proponendo l'idea di un sogno: far conoscere a tutti la mia raccolta di racconti.

Dopo diversi mesi ottengo l'avallo di raccontarlo, il mio sogno.

Così lo faccio, inviando telematicamente la mia folle raccolta.

Passa dell'altro tempo e chiedo a colui che cortesemente mi aveva risposto, se ci fossero novità in merito, mosso, ovviamente, da una passione sfrenata e da un entusiasmo pazzesco!

Dopo vario tempo e qualche mail a vuoto, mi viene detto di non insistere poiché se il materiale fosse stato d'interesse, sarebbe stata sua-vostra premura contattarmi.

Fine. Ovviamente.

Ma non avevo dubbi.

Successivamente v'è stato il mio piccolo pseudo-romanzo (auto) pubblicato dal titolo Le ali del male e una serie infinita di corrispondenze inviate alle quali non è mai giunta risposta (verso case editrici e d'animazione più o meno importanti).

Lo sconforto iniziale ha sempre dato spazio alla voglia di rivalsa. Al coraggio di continuare a chiedere un'opportunità: nulla più.

Per essere giudicato su ciò che so o non so fare. Ma siamo in Italia e le cose, ahimè, vanno spesso diversamente.

Da qualche settimana è giunto anche il terzo libro: Il segreto della Luna – Prima Parte, a cui tengo moltissimo.

Non ho intrapreso studi classici, non ho conoscenze e non giungo con raccomandazioni. Non ho frequentato corsi di scrittura creativa.

Amo semplicemente scrivere.

Sono mosso da una passione fortissima e le chiedo una possibilità. Le invio del materiale e spero possa essere di suo gradimento.

Il tutto, ovviamente, realizzato da me. Amo scrivere e perdoni pertanto gli orrendi bozzetti.

 

Vorrei che potesse aiutarmi a raggiungere il mio sogno. Quello di continuare a scrivere senza doverlo fare di nascosto o con la sensazione di far qualcosa di sbagliato.

Voglio continuare a credere nelle cose belle della vita. La situazione lavorativa che l'intero paese sta attraversando non mi permette più di sorridere, ahimè.

Questo mi ha donato il coraggio di mettermi in gioco ancora una volta e di espormi così tanto. Se troverà qualcosa di suo interesse mi contatti pure. Le lascio tutti i miei recapiti.

Sono stanco delle illusioni e delle false promesse di chi cerca vana pubblicità.

Creda in me se pensa che ne possa valere la pena. E solo in quel caso mi aiuti ad afferrare il mio sogno.

 

La ringrazio infinitamente per l'attenzione e mi perdoni per il tempo che le ho portato via. A presto, spero.

 

Diego Fois

 

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